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"IL BIO? FA DANNI". PAOLO CARNEMOLLA SCRIVE AL CORRIERE DELLA SERA

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In relazione all'articolo «Il bio? Fa danni». I nuovi dogmi verdi” apparso nell’edizione di domenica 1 giugno del Corriere della Sera, basato sulla notizia apparsa sul magazine statunitense Wired, pubblichiamo la lettera di Paolo Carnemolla, Presidente Federbio,  indirizzata al direttore del quotidiano.


Egregio Direttore,

paolo_carnemolla_copy.jpgle scrivo in relazione all'articolo titolato "Il bio? Fa danni. I nuovi dogmi verdi" pubblicato sul quotidiano lo scorso 1 giugno. In qualità di Presidente della Federazione che associa 34 organizzazioni che operano nel settore non posso che condividere quanto le ha già scritto Assobio, nostra socia, per ciò che riguarda il merito del pezzo che è stato pubblicato dal Corriere della Sera. Vorrei piuttosto aggiungere che già lo scorso aprile era apparso sul quotidiano un articolo sui prodotti biologici nella ristorazione collettiva che riprendeva e "cucinava" affermazioni tutte a sfavore del settore, persino quelle palesemente false pubblicate da L'Espresso lo scorso settembre, salvo poi farle smentire nei fatti da un pezzo pubblicato nella medesima pagina da altro vostro collaboratore.

Come certo comprenderà c'è qualcosa che ci sfugge e ci preoccupa nella linea editoriale e nella prassi redazionale del quotidiano da lei diretto. Ci chiediamo infatti come mai si preferiscano rilanciare articoli di costume anziché risultati di ricerche scientifiche autorevoli, come in questo caso, e perché quando si scrive del nostro settore non si verifichino le fonti o non le si confronti mai con opinioni di esperti di agricoltura biologica che pure non mancano anche in Italia, primo paese in Europa per dimensioni di biologico coltivato. Personalmente sono fra quelli che credono che quando si trattano temi di natura tecnica e scientifica, che interessano settori economici anche relativamente importanti per l'economia nazionale, oltre che scelte impattanti per la salute dei cittadini, l'informazione dovrebbe mantenere il più possibile un atteggiamento non superficiale e ideologico. Ecco perché sarei egualmente preoccupato se il Corriere della Sera avesse scritto superficialmente e acriticamente bene dei prodotti biologici, per quanto questa evenienza non sia mai capitata.

Non so se quanto sta accadendo sia il "necessario contrappasso" alla bella iniziativa informativa sul nostro settore che il quotidiano ha pubblicato il 6 gennaio scorso (pur sempre intervistando "altri") o sia l'ennesimo segnale di una tendenza per la quale tutto ciò che è accomunabile, secondo un discutibile pregiudizio, ad un certo ambientalismo deve essere ora demonizzato, a prescindere. Come cittadino italiano e lettore, prima ancora che come soggetto in causa, mi auguro piuttosto che si tratti solo di ennesimi segnali che c'è urgente bisogno, anche nella professione giornalistica, di un ritorno a rigorosa professionalità e giusta meritocrazia. Attendiamo fiduciosi, pur se preoccupati.

Paolo Carnemolla (Presidente Federbio)
 

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