Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime parole di apprezzamento per la posizione espressa dal commissario europeo all'Agricoltura Mariann Fischer Boel. Così si dà trasparenza al percorso dal campo alla tavola e si tutelano sia i consumatori che i produttori.
"Una posizione chiara che conferma la validità della scelta operata dall'Italia" .Così il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta la decisione del Commissario europeo all'Agricoltura Mariann Fischer Boel di voler estendere a livello comunitario l'obbligo di etichettatura di origine dell'olio extravergine d'oliva."L'indicazione d'origine sull'etichettatura dell'olio d'oliva, già previsto nel nostro Paese, è un elemento fondamentale -rimarca il presidente della Cia- per dare trasparenza e per tutelare e valorizzare il prodotto dalle contraffazioni e dall'assalto dell'agropirateria. Rappresenta la risposta ferma alle esigenze dei consumatori che chiedono chiarezza e qualità. Per questa ragione accogliamo con soddisfazione la presa di posizione del commissario Ue. Insomma, una misura tesa a valorizzare il lavoro di tutti quei produttori che puntano da anni alla qualità".
"Il provvedimento adottato a livello nazionale, per il quale la Cia si è sempre battuta con estrema decisione, è importante, in quanto attraverso esso si impedisce -aggiunge Politi- di ingannare i consumatori vendendo come italiano un olio ricavato, invece, da miscugli diversi e soprattutto da olive provenienti da altri paesi, come Grecia, Tunisia e Spagna. Un fenomeno, questo, molto diffuso e che ogni anno provoca al nostro settore olivicolo un danno superiore ai 600 milioni di euro".
"Dopo le parole della Fischer Boel, la misura già adottata in Italia non è, quindi, in contrasto con il regime della concorrenza. D'altronde, senza un'etichetta chiara e trasparente e soprattutto in mancanza dell'indicazione di origine, per l'olio d'oliva ‘made in Italy', oltre al danno economico rilevante, significa avere -rileva Politi- la Cia- pesanti ripercussioni anche per l'immagine del nostro prodotto sui mercati mondiali".
"Nostro auspicio -conclude il presidente della Cia- è che l'indicazione d'origine in etichetta divenga al più presto una realtà in tutta l'Europa. Così si può dare trasparenza dal campo alla tavola e reali garanzie ai consumatori, sulla stregua di quanto avvenuto nel nostro Paese, certamente positivo precursore in materia di tracciabilità".
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