Un divieto fondato
essenzialmente su due constatazioni: 1) le colture ogm minacciano la biodiversità;
2) il codice genetico non è proprietà di nessuno.
Il no dell'Unione europea ha permesso di evitare un pericolo ma ha dato poche indicazioni su quale nuovo modello di sviluppo dobbiamo imboccare per costruire l'agricoltura del prossimo secolo. Un contributo da prendere in considerazione è arrivato dalla "Foundation for technology, Science and Ecology", presieduta dalla scienziara indiana Vandana Shiva: il "Manifesto sul cambiamento climatico e il futuro della sicurezza alimentare" presentato a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo ed edito con il contributo della Regione Toscana. Un'ottima lettura per tutti quelli che pensano che sia necessario un altro modello di sviluppo, a partire dall'agricoltura.
L'aspetto più interessante della proposta della Fondazione è l'assenza di una qualsiasi nostalgia per il passato. Lo spirito che anima il Manifesto è tutto rivolto al futuro e alla volontà di risolvere sia l'antico problema dell'iniqua ripartizione delle risorse alimentari, sia i nuovi pericoli legati all'esaurimento delle risorse naturali e del cambiamento climatico.
È innegabile, se si guarda con sincerità di dati scientifici, che l'agricoltura così com'è, non solo è tra le origini dei cambiamenti climatici, ma rischia di esserne anche la prima vittima. L'utilizzo delle risorse naturali oltre la soglia di rinnovabilità, indebolisce gli ecosistemi e li rende meno adattabili al mutamento del clima.
Un'agricoltura fondata su filiere più corte, meno dipendente dal petrolio per la sintesi dei concimi e l'alimentazione dei mezzi agricoli, un selezione delle colture che tenga conto delle diversità del territorio, sono alcuni degli elementi che riporterebbero la produzione agroalimentare dentro i parametri di sosteniblità.
Senza dimenticare il tema dei biocarburanti, da qualche tempo sul banco degli imputati come responsabili dell'aumento dei prezzi alimentari. Sicuramente il rischio c'è e dobbiamo impedire la concorrenza tra l'agricoltura alimentare e quella legata alla produzione di combustibili. In particolare bisogna fare attenzione a non riaprire il tema ogm sulla spinta della crescente domanda di monoculture finalizzate alla produzione di biocarburanti.
Gli ogm non sono una soluzione ai problemi agricoli, così come il nucleare non è la soluzione ai problemi energetici. Sono una proposta molto spesso ideologica, il più delle volte sono il tentativo di alcuni gruppi di interesse di sfruttare la crisi per creare profitto. E' indispensabile proseguire nella ricerca di nuove soluzioni affinchè anche i biocarburanti entrino nel futuro mix di energie rinnovabili, ma non dobbiamo illuderci che la canna da zucchero transgenica possa sostituire il petrolio.
L'agricoltura sostenibile può dare un contributo nella lotta ai cambiamenti climatici e le indicazioni contenute nel "Manifesto sulla sicurezza alimentare e cambiamento climatico" ci rassicura sul fatto che nel mondo sta crescendo una nuova e incoraggiante consapevolezza.
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