La Cia critica la proposta della Commissione: un pericoloso
precedente. Appello al Comitato europeo affinché venga mantenuto il
divieto d'importazione per i prodotti provenienti dagli Stati Uniti così
trattati. Ci vuole trasparenza dall'allevamento alla tavola.
Un atto grave che apre un pericoloso precedente. Così la
Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta la proposta della
Commissione Ue di togliere il divieto che impedisce l'import dagli Usa di
carne di pollame disinfettata con il cloro.
La Cia ribadisce, quindi, il fermo "no" all'importazione di questi
prodotti che possono essere nocivi per la salute pubblica e nello stesso
tempo riafferma l'esigenza di un'etichettatura chiara che permetta una
vera tracciabilità.
Da qui l'invito della Cia al Comitato europeo per la catena alimentare e
animale Ue, al quale spetterà decisione definitiva, affinché sia respinto
l'orientamento dell'esecutivo di Bruxelles e venga mantenuto il blocco
dell'import dagli Stati Uniti di un prodotto così trattato.
in
tale direzione -sottolinea la Cia- fa ben sperare l'iniziativa di molti
paesi Ue, tra cui il nostro, e di alcuni parlamentari europei per
bloccare la decisione dell'Esecutivo comunitario. Occorre che nel
confronto tra le due sponde dell'Atlantico s'impedisca che passi la
richiesta degli Stati Uniti e che l'Ue mantenga una posizione ferma in
difesa dei cittadini europei e soprattutto della loro salute.
Nel ribadire il suo plauso per l'azione svolta dall'Italia, da altri
paesi Ue e dagli europarlamentari, la Cia sottolinea l'importanza
dell'etichettatura d'origine di tutte le carni, compresa, quindi, anche
quella di pollo. Soltanto in questo modo si può contrastare l'arrivo di
prodotti pericolosi e, nello stesso tempo, tracciare chiaramente il
percorso dall'allevamento alla tavola.
Cia Informa



