La risposta di Federbio al direttore del quotidiano.
Preg.mo
Direttore Mario Giordano
SEDE
Egregio
Direttore,Direttore Mario Giordano
SEDE
le scrivo in rappresentanza di uno
dei settori economici che in tutto il mondo e anche nel nostro Paese,
comune di Modena compreso, frodano quotidianamente la buona fede di
governanti, amministratori e consumatori, oltre ad attentare alla
salute pubblica. Almeno secondo quanto scrive l'ormai mitico Prof.
Franco Battaglia addirittura dalla prima pagina de Il Giornale di
ieri. Sono infatti il Presidente della Federazione che associa ben 34 organizzazioni che si occupano di agricoltura biologica e biodinamica in Italia e mi perdonerà quindi se ora devo scrivere anche a lei quello che ho già scritto negli anni ad altri Direttori di quotidiani che in passato hanno ospitato le medesime esternazioni del Nostro. Non so se il dott. Pallante è laureato in lettere, di certo so che il dott. Battaglia non è laureato in scienze agrarie, dunque per il principio di competenza curriculare richiamato tante volte dallo stesso Battaglia la prima domanda da porsi è perché anch'egli, come Pallante e tanti altri da Battaglia censurati per questo, scrive di cose di cui non ha studiato. E del resto a leggere le cose davvero singolari che il Nostro continua a scrivere i dubbi sullo stato delle sue conoscenze appaiono tutt'altro che di natura formale, visto che di certo il Prof. Battaglia nulla sa di tecniche di difesa fitosanitaria e di nutrizione delle piante. Il fatto che in agricoltura biologica non si usino pesticidi chimici e concimi di sintesi non significa che non si utilizzino sostanze naturali per la difesa e la nutrizione delle piante così come non è affatto detto che gli agricoltori industriali utilizzino sempre e comunque prodotti per difendere e concimare le loro colture, visto che costano.
Solo chi nulla sa di agricoltura può infatti pensare che il metodo biologico, regolamentato in Europa e ormai in tutti i principali sistemi continentali, sia l'agricoltura del passato e del non fare.
Dunque, quali sarebbero i prodotti pericolosi per l'uomo in quanto mai toccati da alcuna sostanza chimica e costretti, secondo la tesi di Battaglia, a produrre veleni pericolosi per l'uomo?
Forse i radicchi o altre erbe spontanee che qualche donna anziana ancora coglie nei prati, magari vicino ad una autostrada o a un inceneritore?
O il grano duro che molti agricoltori del Sud si limitano a seminare, senza trattare o concimare con costosi prodotti di sintesi industriale ma senza nemmeno praticare tecniche di agricoltura biologica? Io sono perito agrario, laureato in scienze agrarie e abilitato alla professione di dottore agronomo come la quasi totalità delle persone impiegate nelle organizzazioni aderenti a FederBio e siamo dunque e sempre a completa disposizione del Prof. Battaglia per la necessaria formazione, evidentemente assente, nelle materie agronomiche di cui pure egli scrive. Quanto poi al supposto pericolo mortale derivante da batteri e altri microrganismi che da sempre abitano il nostro pianeta il Prof. Battaglia dimostra, ancora una volta, di non avere conoscenze adeguate in igiene degli alimenti. Biologici o no tutti gli alimenti che vengono serviti in una mensa pubblica devono rispondere ai severi parametri igienici fissati dalla normativa vigente e dai capitolati di fornitura, dunque nessun prodotto contaminato da organismi patogeni deve essere somministrato al pubblico indipendentemente dal metodo con cui è stato prodotto.
Forse il Prof. Battaglia ha evidenza del fatto che una qualche tossinfezione alimentare avvenuta nelle nostre mense sia stata mai attribuita all'utilizzo di alimenti da agricoltura biologica o è in possesso di dati di laboratorio sui prodotti da agricoltura biologica sconosciuti alle Autorità di controllo pubbliche? Ovvero, se teme danni tanto gravi alla salute pubblica, perché non ha mai fatto in tutti questi anni alcuna denuncia circostanziata alle Autorità preposte, come sarebbe giusto, preferendo invece procurare allarmi ingiustificati nei lettori? Temo infatti che anche il Prof. Battaglia soffra della stessa sindrome che egli attribuisce ai suoi avversari, ovvero il bisogno di esprimere opinioni indipendentemente da quello che si conosce e purché queste possano apparire originali e contrarie al senso comune, poco importa se infangano il lavoro onesto di imprese e di persone e se provocano nell'opinione pubblica uno stato permanente e ingiustificato di confusione. Continuo tuttavia a sperare che i Direttori dei giornali siano pagati anche per salvaguardare i propri lettori da questo genere di devianza e "pressappochismo", molto italiani e spesso anche da lei denunciati dagli schermi televisivi o dalle colonne del quotidiano. O mi sbaglio?
Visti l'evidente e dimostrabile falsità del titolo e di alcuni contenuti dell'articolo non ci resta che appellarci alle leggi vigenti per chiederle, con la presente, di darci spazio di replica eguale e egualmente evidente a quello già concesso al mitico Professore di chimica industriale, ovvero della materia più lontana possibile da quello di cui si occupa l'agricoltura biologica (ed essere innamorati del mestiere della propria vita non dovrebbe essere motivo sufficiente per parlare male di quello degli altri).
In attesa di riscontro colgo l'occasione per porgere cordiali saluti.
Bologna, 28 maggio 2008
Il Presidente
Paolo Carnemolla



