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FAME NEL MONDO: CIA, SI COMBATTE CON BIODIVERSITA',NON CON OGM

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Non saranno gli Ogm a risolvere il dramma della fame nel modo, ma la biodiversita' che oggi rappresenta la vera chiave di volta per combattere la peggiore crisi alimentare della storia moderna.

campo-ogm.jpgCia-Confederazione italiana agricoltori e Vas (Verdi Ambiente e Societa') ne sono pienamente convinti e fanno di cio' il loro cavallo di battaglia. E sara' proprio questo il leit motive dell'iniziativa "Mangiasano" che si svolge il prossimo 25 maggio in tutta Italia nell'ambito delle manifestazioni promosse proprio in occasione della Giornata mondiale della biodiversita'.

Attualmente -hanno affermato il vicepresidente nazionale della Cia Enzo Pierangioli e il presidente dei Vas Guido Pollice nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione "Mangiasano"- le specie vegetali coltivate nel mondo sono ridotte a solo 150. Di queste sono solo 12 quelle che forniscono il 75 per cento degli alimenti per l'uomo e di esse solo 4 (frumento, riso, mais e patate) rappresentano piu' del 50 per cento del cibo consumato.

Dal canto loro le specie animali che sostengono la quasi totalita' dell'alimentazione del Pianeta sono ridotte a quattordici. Circa i tre quarti della diversita' genetica delle varieta' di colture agricole sono andate perdute nel corso del secolo scorso e 1350 delle 7000 razze animali registrate al mondo sono a rischio di scomparsa (gia' si e' perso il 28 per cento delle specie marine, il 25 per cento di quelle terrestri e il 29 per cento delle specie di acqua dolce). E cosi' l'erosione della biodiversita' per l'alimentazione e l'agricoltura mette in gravissimo pericolo la sicurezza alimentare globale.
Da qui l'appello per rafforzare l'impegno per proteggere e gestire con saggezza la biodiversita'.
La biodiversita' -e' stato affermato- va difesa in maniera determinata. Bisogna evitare nuovi "scempi". In Italia, ad esempio, alla fine del 1800 vi erano 8000 varieta' di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2000. Caso emblematico e' la mela. All'inizio del 1900, in Europa se ne conoscevano 5000 varieta'. Adesso non superano le 1800. Inoltre, nel nostro Paese circa l'80 per cento delle mele prodotte appartiene a solo quattro gruppi di cultivar: due americani (le rosse Red delicious e le gialle Golden delicious), uno australiano (le verdi Granny Smith) e uno neo-zelandese (le bicolori Gala).
Altri dati fanno riflettere sull'attuale drammatica situazione della biodiversita' nel mondo: delle 7.100 varieta' di mela che nell'800 crescevano negli Usa, 6.800 non si trovano piu'; sono scomparsi poi il 95 per cento delle 500 varieta' di fagioli e l'81 per cento dei piu' di 400 tipi di pomodoro un tempo esistenti. Questo processo di concentrazione della produzione di cibo in cosi' poche specie non puo' essere addebitato agli agricoltori bensi' a processi decisori che ha accelerato enormemente i processi tanto da rendere disponibili per la coltivazione e l'allevamento solo poche varieta' di semi e poche specie animali.

AGI
 

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