Dispiace
constatare che il Corriere della Sera a distanza di poche settimane continui con
un'azione di disinformazione sull'agricoltura bio. Andrea Ferrante commenta
così l'articolo pubblicato dal Corriere della Sera a firma di Mariolina
Iossa, in cui si afferma che i consumi del bio in Italia calano perché costa
troppo
"Tutti i dati a disposizione - dice
Ferrante - testimoniano un aumento
dei consumi in Italia e una molteplicità di esperienze di filiera corta e di
nuova forme distributive. Queste portano il biologico a prezzi assolutamente
concorrenziali per i cittadini italiani, che lo scelgono sempre con maggiore
convinzione. Risulta chiaro che il bio necessità di un'informazione corretta per
poter favorire l'aumento dei consumi interni, che in ogni caso è un obbiettivo
prioritario di tutto il movimento biologico italiano". Secondo gli ultimi dati di Biobank, pubblicati su Tuttobio 2008, i gruppi di acquisto di prodotti biologici sono aumentati del 60% negli ultimi due anni, mentre i mercatini bio sono cresciuti del 10%. Un più 37% riguarda invece le aziende con vendita diretta, mentre le mense scolastiche bio sono cresciute del 6%. D'altra parte i dati di Ismea- Ac Nielsen che si riferiscono alla fine del 2007, citati anche da Corriere, parlano di un aumento dei consumi del 9%. Riguardo ai prezzi, basti citare un esempio: A roma, il biocassettone di Officine Bio, a disposizione dei Gas locali, costa 14 euro e contiene 10 chili di frutta fresca e di stagione, prodotta nel territorio di vendita.
Ferrante conclude: "È chiaro che la disinformazione perpetuata dal Corriere non ci possa lasciare indifferenti, e riteniamo urgente un'azione di corretta informazione da parte del Corriere. Non è un caso che a fronte della disinformazione sul bio, negli ultimi tempi il Corriere si sia distinto per articoli particolarmente favorevoli all'introduzione di colture Ogm in questo paese. Siamo veramente preoccupati che una informazione superficiale su questi argomenti sia ormai il tratto comune di uno dei principali attori della stampa italiana".
Aiab.



