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GREENPEACE: BRUXELLES METTE LA VOLPE A GUARDIA DEL POLLAIO |
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Sunday 11 May 2008 |
Rinviando ad Autorità alimentare Ue i dossier su mais e patata.
Bruxelles, 7 mag. (Apcom):
La decisione presa oggi dalla Commissione Ue di rinviare
all'Autorità europea di sicurezza alimentare (Efsa) i dossier relativi
all'autorizzazione a coltivare diverse piante geneticamente modificate
è stata fortemente criticata, nel pomeriggio a Bruxelles, dalle
organizzazioni ambientaliste internazionali che più si battono contro
gli Ogm, Greenpeace e Friends of the Earth, che avrebbero preferito una
chiara bocciatura, come chiedeva il commissario europeo all'Ambiente,
Stavros Dimas. Secondo Marco Contiero, dell'Ufficio europeo di
Greenpeace, rinviare ancora una volta all'Efsa la valutazione dei
rischi delle due varietà di mais transgenico (prodotte la prima dalla
svizzera Syngenta e la seconda, congiuntamente dalle americane Pioneer
e Dow chemicals) e la patata Amflora (prodotta dalla tedesca Basf e
contenente un gene di resistenza agli antibiotici), è come "mettere la
volpe a guardia del pollaio". L'Autorità di sicurezza alimentare,
ricorda Contiero, ha già dato due volte pareri positivi su ognuno dei
tre Ogm, e "ha sempre fornito conclusioni favorevoli all'industria
agro-chimica, dai cui dati dipende interamente" nella sua valutazione
dei rischi.
In effetti, da quando, nel 2004, sono riprese le
autorizzazioni di Ogm nell'Ue (ma solo per le importazioni e la
commercializzazione dei prodotti, mai per la coltivazione in Europa),
l'Efsa ha fornito sempre e solo pareri positivi (16 volte finora).
Per le due organizzazioni ambientaliste, nonostante le dichiarazioni
ufficiali dei portavoce Ue di riconferma del ruolo dell'Efsa, la
decisione di oggi della Commissione europea "equivale a una sonora
mozione di sfiducia nei confronti dell'Autorità europea di sicurezza
alimentare", visto che, sottolinea Contiero, le si chiede di "rifare i
compiti già sbagliati due volte".
"Date le serie
preoccupazioni scientifiche legate a questi due Ogm, la Commissione
avrebbe dovuto bocciarli oggi, invece di decidere di ritardare il
processo di autorizzazione di altri due anni, rimandando tutto
all'Efsa", ha osservato, da parte sua, Helen Holder, di Friends of the
Earth Europe.
Le Ong si attendono che l'Efsa non possa rendere
i nuovi pareri sui tre Ogm prima di due anni, perché i dubbi
scientifici riguardano la valutazione dei rischi indiretti e a lungo
termine, sui quali la stessa Autorità di sicurezza alimentare ha
ammesso di non poter pronunciarsi, non disponendo ancora delle
metodologie adatte. La Commissione e l'Efsa, recentemente, hanno
convenuto che tali metodologie saranno sviluppate entro due anni.
Apcom
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