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GREENPEACE: BRUXELLES METTE LA VOLPE A GUARDIA DEL POLLAIO

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Rinviando ad Autorità alimentare Ue i dossier su mais e patata. patate_ogm.jpg Bruxelles, 7 mag. (Apcom):  La decisione presa oggi dalla Commissione Ue di rinviare all'Autorità europea di sicurezza alimentare (Efsa) i dossier relativi all'autorizzazione a coltivare diverse piante geneticamente modificate è stata fortemente criticata, nel pomeriggio a Bruxelles, dalle organizzazioni ambientaliste internazionali che più si battono contro gli Ogm, Greenpeace e Friends of the Earth, che avrebbero preferito una chiara bocciatura, come chiedeva il commissario europeo all'Ambiente, Stavros Dimas. Secondo Marco Contiero, dell'Ufficio europeo di Greenpeace, rinviare ancora una volta all'Efsa la valutazione dei rischi delle due varietà di mais transgenico (prodotte la prima dalla svizzera Syngenta e la seconda, congiuntamente dalle americane Pioneer e Dow chemicals) e la patata Amflora (prodotta dalla tedesca Basf e contenente un gene di resistenza agli antibiotici), è come "mettere la volpe a guardia del pollaio". L'Autorità di sicurezza alimentare, ricorda Contiero, ha già dato due volte pareri positivi su ognuno dei tre Ogm, e "ha sempre fornito conclusioni favorevoli all'industria agro-chimica, dai cui dati dipende interamente" nella sua valutazione dei rischi.

In effetti, da quando, nel 2004, sono riprese le autorizzazioni di Ogm nell'Ue (ma solo per le importazioni e la commercializzazione dei prodotti, mai per la coltivazione in Europa), l'Efsa ha fornito sempre e solo pareri positivi (16 volte finora).

Per le due organizzazioni ambientaliste, nonostante le dichiarazioni ufficiali dei portavoce Ue di riconferma del ruolo dell'Efsa, la decisione di oggi della Commissione europea "equivale a una sonora mozione di sfiducia nei confronti dell'Autorità europea di sicurezza alimentare", visto che, sottolinea Contiero, le si chiede di "rifare i compiti già sbagliati due volte".

"Date le serie preoccupazioni scientifiche legate a questi due Ogm, la Commissione avrebbe dovuto bocciarli oggi, invece di decidere di ritardare il processo di autorizzazione di altri due anni, rimandando tutto all'Efsa", ha osservato, da parte sua, Helen Holder, di Friends of the Earth Europe.

Le Ong si attendono che l'Efsa non possa rendere i nuovi pareri sui tre Ogm prima di due anni, perché i dubbi scientifici riguardano la valutazione dei rischi indiretti e a lungo termine, sui quali la stessa Autorità di sicurezza alimentare ha ammesso di non poter pronunciarsi, non disponendo ancora delle metodologie adatte. La Commissione e l'Efsa, recentemente, hanno convenuto che tali metodologie saranno sviluppate entro due anni.

Apcom
 

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