Il dilemma, che ha dimensioni planetarie e
tempi ormai storici, si pone anche a palazzo Ferro-Fini dove
la commissione Agricoltura del Consiglio regionale del
Veneto, presieduta da Clodovaldo Ruffato, sta esaminando tre
proposte di legge in materia di OGM: due presentate dai
consiglieri di Rifondazione Comunista e del Partito
Democratico e una di ''iniziativa popolare'' firmata da
cinquemila cittadini.Su queste proposte oggi in Consiglio regionale si sono espressi i rappresentanti delle associazioni di categoria, dell'Universita' di Padova e di Veneto Agricoltura, l'ente regionale che opera nel settore.
Dai loro interventi sono emerse due posizioni sostanzialmente condivise: la preoccupazione per la mancanza di un quadro legislativo nazionale entro il quale inserire i provvedimenti regionali e la perplessita' circa il divieto previsto dall'art. 2 della proposta risultata dall'unificazione dei progetti di RC e PD (il progetto ''popolare'' segue un iter a parte) di coltivare, nei terreni di proprieta' del demanio e patrimonio regionale, piante geneticamente modificate anche a fini sperimentali.
La sperimentazione viene, infatti, giudicata comunque importante perche', come ha affermato Alessandro Ghiro Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori Regionale del Veneto, ''la modificazione genetica e' un problema che va oltre l'agricoltura, e' uno dei grandi temi scientifico-culturali della nostra epoca''. Favorevole alla sperimentazione nelle Aziende Regionali, le cui produzioni sono svincolate da interessi di mercato, si e' detto anche Luigino Disegna, responsabile della Sezione ''Servizi per l'innovazione e lo sviluppo rurale'' di Veneto Agricoltura il quale ha anche ricordato l'attivita' di controllo sulla presenza di tracce di OGM nei mangimi che l'ente continua ad assicurare tramite i laboratori di Thiene dell'Istituto per la qualita' e le tecnologie agroalimentari.
Nel merito del testo di legge in esame della commissione regionale il direttore di Coldiretti Veneto Gianluca Lelli ha osservato che, pur salvaguardando la sperimentazione di OGM, il futuro della produzione agricola veneta non puo' essere all'insegna delle biotecnologie, ma al contrario dev'essere caratterizzato dal sostegno alle coltivazioni tradizionali e specifiche del territorio regionale.
Asca.



