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LA RETE DELLE FATTORIE SOCIALI AL CONGRESSO MONDIALE DI MODENA |
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Friday 09 May 2008 |
Un
mondo più giusto sta crescendo. E l'agricoltura biologica
contribuisce a coltivarlo. Succede nelle fattorie sociali che
utilizzano la coltivazione bio come aiuto per persone con disabilità
psichiche, ma anche per detenuti e tossicodipendenti.
Oltre
100 realtà sparse in tutta Italia e riunite nella Rete
delle Fattorie Sociali,
programma gestito da Aiab (Associazione italiana per l'agricoltura
biologica) per favorire la diffusione di un'agricoltura
responsabile e allo stesso tempo sostenere l'inserimento lavorativo
di persone svantaggiate.
La
Rete sarà presente al Congresso
mondiale del biologico,
in programma a
Modena dal 16
al 20
giugno,
nell'ambito della conferenza "Agricoltura
biologica e giustizia sociale",
prevista per giovedì 19 giugno. Giunta al suo terzo anno di
vita, la Rete sta per entrare in una nuova fase organizzativa
approvando la "Carta dei principi e dei valori dell'agricoltura
sociale". E per il futuro le fattorie sociali puntano a coinvolgere
aziende agricole e istituzioni. "Stiamo cercando di diffondere
anche da noi il modello olandese - dice Alfonso Pascale, presidente
dell'associazione Rete delle fattorie sociali -. Nel nostro Paese
sono le cooperative sociali di tipo B, quelle cioè che si
occupano di inserimento lavorativo delle persone disabili e
svantaggiate, a cimentarsi nelle coltivazioni. Nei Paesi Bassi,
invece, l'esperienza nasce dall'accordo tra aziende agricole
private e i ministeri dell'agricoltura e della sanità".
La
giustizia sociale, da sempre al centro della filosofia bio, sarà
il leit-motif in tutti i lavori del Congresso modenese. L'agricoltura
rimane del resto uno dei motori principali dell'economia mondiale,
con conseguenze molto rilevanti soprattutto nei paesi in via di
sviluppo. Rendere i metodi di coltivazione biologici, e quindi
responsabili socialmente e sostenibili ecologicamente, significa
cambiare il modo di vivere di gran parte della popolazione mondiale.
Delle "buone pratiche" già in corso parleranno relatori
prestigiosi e provenienti da tutto il mondo: fra i nomi più
prestigiosi l'indiana Vandana
Shiva,
Premio Nobel alternativo per la pace, il francese Serge
Latouche,
teorizzatore della de-crescita, il presidente della Bolivia Evo
Morales,
e il tedesco Wolfgang
Sachs.
Le migliori esperienze bio saranno inoltre protagoniste della
conferenza "Cooperazione
internazionale per lo sviluppo dell'agricoltura biologica",
in programma il 18 giugno, coordinata da Tavolo Equo&Bio, rete di
organizzazioni italiane attive nel biologico e nel commercio
equo-solidale.
Oltre
agli appuntamenti scientifici, durante il Congresso Modena sarà
teatro di eventi culturali ed enogastronomici che coinvolgeranno la
città e tutta la provincia: tra questi, il
Festival-mercato EcoBioEquo,
che dalla sera di venerdì 20 fino a domenica 22 giugno porterà
nella suggestiva cornice del centro storico di Modena espositori di
tutto il mondo, e la
Festa della musica,
che
la sera del 21 giugno animerà la città con artisti e
musicisti internazionali.
L'organizzazione
del Congresso mondiale segue una precisa strategia ecologica in linea
con i principi dello sviluppo sostenibile promossi dalla Regione
Emilia-Romagna, dalla Provincia di Modena e dagli enti locali. Il
consorzio ModenaBio 2008 coinvolge tutti i fornitori e i delegati con
l'obiettivo di minimizzare gli impatti negativi legati all'aumento
della domanda di risorse naturali come l'acqua e l'energia e alla
produzione straordinaria di inquinamento e rifiuti.
Il
Congresso mondiale prevede la collaborazione di importanti enti
scientifici e istituzioni internazionali, a partire da Fibl e
Isofar, i due principali istituti di ricerca al mondo, per continuare
con Fao, Ifad, Ishs, AgriBioMediterraneo e il Consorzio Qlif. Per
informazioni e aggiornamenti sul programma, sugli ospiti e sugli
eventi culturali che accompagneranno il Congresso Ifoam è
possibile visitare i siti internet www.modenabio2008.org
e www.ifoam.org.
Agenda
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