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A FIRENZE IL TRATTORE VA A GIRASOLE |
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Friday 02 May 2008 |
La
Toscana sperimenta la filiera oleaginosa. Coldiretti
Firenze partner del progetto VOICE promosso dal Centro
Ricerca Energie Alternative e Rinnovabili dell'Università di Firenze.
Il trattore ecologico
e la serra per gli ortaggi e in futuro anche una scuola
"riscaldata" con olio di semi di girasole. Si trova dentro uno dei
fiori più amati, l'helianthus annuus meglio conosciuto come
girasole, una delle soluzioni offerte spontaneamente dalla natura al problema dell'approvvigionamento energetico che l'agricoltura potrà
sfruttare nei prossimi anni per limitare la propria dipendenza dai carburanti
fossili, portando un notevole contributo alla riduzione delle emissioni in
atmosfera di anidride carbonica.
Spetta alla Toscana,
e all'azienda agricola Cammelli, associata a Coldiretti (Alessio
Cammelli è il Presidente di Giovani Impresa Coldiretti) storica realtà del
fiorentino nata negli anni '50, sperimentare la possibilità di sfruttare
l'olio di semi di girasole (biocarburante) per riscaldare, attraverso un
bruciatore, le serre dove vengono coltivati gli ortaggi e far funzionare un
trattore agricolo.
Obiettivo di VOICE,
progetto supportato dalla Commissione Europea DG Ambiente attraverso il
programma LIFE-Ambiente, è dimostrare come il comparto agricolo possa,
attraverso la logica della filiera, divenire nel tempo sempre più autonomo
producendo assieme alla quantità di energia necessaria per il normale
funzionamento dell'azienda, energia al contempo pulita, e quindi, non
inquinante.
Uno di questi metodi,
innovativi e moderni, è offerto proprio dal seme del girasole che dopo le
operazioni di spremitura meccanica (a freddo) e filtraggio può trasformarsi in
carburante bio per alimentare trattori, bruciatori-riscaldatori e mezzi
agricoli.
L'impianto,
situato presso l'azienda Agricola di Mondeggi-Lappeggi della Provincia
di Firenze, è composto dalle attrezzature per la spremitura e filtrazione e
garantirà una capacità produttiva di circa 40 kg/h di olio impiegata per
alimentare generatori da 6 kWel e 50 kWel e co-generatori da 5 kWel oltre
ad una micro-turbina da 30 kWel. L'olio vegetale-combustibile
prodotto alimenterà il bruciatore che nel periodo invernale tiene caldo l'habitat
delle serre dove l'azienda produce ortaggi sostituendosi al gasolio.
"Questo
è solo un primo piccolo passo verso una fonte di energia alternativa che
l'agricoltura, in un futuro potrebbe sfruttare - spiega Coldiretti
Firenze - e che potrà dare a molti agricoltori che decideranno di
investirci notevoli benefici. Il primo è quello di limitare la dipendenza
energetica, con effetti economici rilevanti visto il prezzo del petrolio; la
seconda è quella di produrre energia pulita e con immissioni di CO2
nell'ambiente pari quasi a zero. La natura offre molte opportunità ed è
giusto provare a percorrerle. La Toscana lo sta già facendo con le biomasse
incentivando la realizzazione di piccoli impianti e potrebbe farlo anche con i
biocarburanti".
Proprio sul
delicato e dibattuto aspetto delle emissioni in atmosfera, il CREAR (Centro
Interdipartimentale di Ricerca per le Energie Rinnovabili dell'Università
di Firenze), sta monitorando i quantitativi di CO2 prodotti dalla combustione
vegetale per capire in che misura e con quali percentuali sono immesse
nell'aria. "Ci troviamo - sottolinea Coldiretti - in
una fase di sperimentazione del processo ed è giusto andarci cauti. Ma è un
passo verso la direzione che la nostra organizzazione da anni sta portando
avanti. L'agricoltura scommette sulle energie rinnovabili".
Coldiretti
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