Mettevano in commercio, in Italia e all'estero, olio extravergine sofisticato contraffatto.
I carabinieri dei Nuclei Antisofisticazioni
sanitarie di Bari hanno eseguito 39 provvedimenti di custodia
cautelare, emessi dal gip del Tribunale di Foggia, nei confronti di
altrettante persone indagate per associazione a delinquere. La fase
conclusiva dell'operazione è in atto su tutto il territorio nazionale
con perquisizioni e l'esecuzione delle misure nelle province di Foggia,
Milano, Napoli, Brindisi, Campobasso, Latina, Salerno, Bari e Varese.
Sette gli oleifici chiusi, 25.000 i litri di prodotto sequestrato.
L'addizione fraudolenta avveniva, secondo l'accusa, mediante l'impiego
di olio di semi di soia, anche geneticamente modificata, e/o di
girasole, addizionati con betacarotene e clorofilla industriale.
L'operazione ha permesso anche di bloccare il tentativo di esportare un
ingente quantitativo di olio contraffatto negli Stati Uniti ed in
Germania.
LE TELEFONATE «Non stiamo facendo nulla di grave, mica
spacciamo droga». Così spesso dicevano, conversando tra di loro al
telefono, alcuni dei 39 arrestati dai carabinieri che hanno smantellato
in provincia di Foggia una presunta organizzazione dedita alla
sofisticazione di olio, con ramificazioni in varie parti d'Italia. Il
particolare è emerso dalle intercettazioni telefoniche in cui gli
arrestati non sembravano annettere grande rilevanza penale al loro
operato. Secondo quanto riferito in una conferenza stampa tenuta nella
Procura di Foggia dal pm Giuseppe Gatti, che ha diretto l'inchiesta,
l'organizzazione provvedeva prima di tutto a creare ditte fittizie, poi
trovava un prestanome, molto spesso consapevole, e alle ditte venivano
associati marchi fittizi. «Nell'organizzazione - ha spiegato il pm -
venivano individuati specialisti nelle sofisticazioni che operavano in
casolari fatiscenti e qualche volta in oleifici. Dell'organizzazione
facevano parte anche alcune ditte adibite al trasporto della merce,
mentre altre persone erano adibite a commercializzare il prodotto in
varie parti d'Italia».
I NUMERI Ecco i numeri dell'oro verde made in Italy secondo un'elaborazione di Coldiretti:
- Patrimonio olivicolo nazionale: 250 milioni di piante
- Produzione nazionale annata 2007/2008: 5 milioni di quintali
- Posizione a livello europeo: 2° produttore Ue dopo la Spagna
- Calo produzione nazionale rispetto 2005/2007: 15%
- Incremento importazioni: + 12% nel 2007
- Consumo nazionale : 14 kg a testa
- Oli extravergine d'oliva Dop/Igp: 38
- Fatturato settore: 2 miliardi di euro
- Impiego di manodopera: 50 milioni di giornate lavorative.
ASSOCIAZIONI SCATENATE «Andrà a finire che all'estero
quando dovranno comprare un prodotto alimentare italiano avranno gli
stessi dubbi che insorgono al momento dell'acquisto di prodotti
cinesi». Lo afferma Primo Mastrantoni, segretario dell'Associazione per
i diritti degli utenti e dei consumatori (Aduc), commentando in una
nota l'operazione dei Nas relativa ad un'organizzazione delinquenziale
che produceva e distribuiva, in Italia e all'estero, olio extravergine
di oliva sofisticato e contraffatto. «Dopo il vino, la mozzarella, ora
tocca all'olio di oliva, cioè uno dei prodotti di eccellenza, come i
primi due, di cui l'Italia si vanta nel mondo» spiega Mastrantoni,
secondo il quale « i carabinieri stanno facendo un'opera meritoria ma,
ci chiediamo, cosa fanno le Asl che istituzionalmente e regolarmente
dovrebbero controllare i prodotti alimentari?».
COPAGRI PREOCCUPATA «Occorre fare chiarezza nel modo
più celere ed evitare, come già successo in altri comparti, che
l'agricoltura onesta, sicura e di qualità paghi responsabilità che non
la sfiorano neanche lontanamente». Così Franco Verrascina,
vicepresidente vicario della Copagri, commenta in una nota l'operazione
dei Carabinieri del Nas sull'olio extravergine sofisticato e
contraffatto. Secondo Verrascina il caso mozzarella di bufala si è
rivelato «estremamente circoscritto, svelato e in via di soluzione»,
così come per il vino. «Siamo ora all'olio d'oliva, e nell'attesa
assolutamente fiduciosa e serena della conclusione del lavoro delle
autorità competenti - afferma il vicepresidente Copagri - anche qui,
pare di essere di fronte ad un manipolo di malfattori che gravitano
attorno al mondo agricolo senza avere nulla a che fare con i veri
produttori». «Guarda caso», spiega Verrascina, «si tratta di tre
comparti d'eccellenza e all'avanguardia dell'economia agricola ed
agroalimentare nazionale e il dubbio di regie occulte sorge quasi
spontaneo, ma anche a pensar bene occorre distinguere in modo
inequivocabile le bolle medianiche dalla realtà ». Infatti «restano i
danni che stanno scontando gli allevamenti di bufala, le macchie sul
vino e, ora, quelli presumibili sull'olio extravergine d'oliva -
prosegue il vicepresidente Copagri - non possiamo più tollerare che il
100% dei produttori veri che consegnano al Paese un'immagine apprezzata
nel mondo vengano fortemente danneggiati da forme di 'terrorismo
psicologicò che non hanno fondamento in presenza della conferma di
un'attività di controllo e repressione sempre costante, tempestiva,
efficiente e trasparente e che rappresenta la vera rassicurante
notizia». «Ciò che emerge è aberrante - conclude Verrascina - e andrà
punito con il massimo rigore».
Leggo Online.
|