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OGM NELL'EXTRAVERGINE SETTE OLEIFICI CHIUSI PDF Stampa E-mail
Tuesday 22 April 2008
Mettevano in commercio, in Italia e all'estero, olio extravergine sofisticato contraffatto.
olio-dopato-ogm.jpgI carabinieri dei Nuclei Antisofisticazioni sanitarie di Bari hanno eseguito 39 provvedimenti di custodia cautelare, emessi dal gip del Tribunale di Foggia, nei confronti di altrettante persone indagate per associazione a delinquere. La fase conclusiva dell'operazione è in atto su tutto il territorio nazionale con perquisizioni e l'esecuzione delle misure nelle province di Foggia, Milano, Napoli, Brindisi, Campobasso, Latina, Salerno, Bari e Varese. Sette gli oleifici chiusi, 25.000 i litri di prodotto sequestrato. L'addizione fraudolenta avveniva, secondo l'accusa, mediante l'impiego di olio di semi di soia, anche geneticamente modificata, e/o di girasole, addizionati con betacarotene e clorofilla industriale. L'operazione ha permesso anche di bloccare il tentativo di esportare un ingente quantitativo di olio contraffatto negli Stati Uniti ed in Germania.

LE TELEFONATE «Non stiamo facendo nulla di grave, mica spacciamo droga». Così spesso dicevano, conversando tra di loro al telefono, alcuni dei 39 arrestati dai carabinieri che hanno smantellato in provincia di Foggia una presunta organizzazione dedita alla sofisticazione di olio, con ramificazioni in varie parti d'Italia. Il particolare è emerso dalle intercettazioni telefoniche in cui gli arrestati non sembravano annettere grande rilevanza penale al loro operato. Secondo quanto riferito in una conferenza stampa tenuta nella Procura di Foggia dal pm Giuseppe Gatti, che ha diretto l'inchiesta, l'organizzazione provvedeva prima di tutto a creare ditte fittizie, poi trovava un prestanome, molto spesso consapevole, e alle ditte venivano associati marchi fittizi. «Nell'organizzazione - ha spiegato il pm - venivano individuati specialisti nelle sofisticazioni che operavano in casolari fatiscenti e qualche volta in oleifici. Dell'organizzazione facevano parte anche alcune ditte adibite al trasporto della merce, mentre altre persone erano adibite a commercializzare il prodotto in varie parti d'Italia».

I NUMERI Ecco i numeri dell'oro verde made in Italy secondo un'elaborazione di Coldiretti:
- Patrimonio olivicolo nazionale: 250 milioni di piante
- Produzione nazionale annata 2007/2008: 5 milioni di quintali
- Posizione a livello europeo: 2° produttore Ue dopo la Spagna
- Calo produzione nazionale rispetto 2005/2007: 15%
- Incremento importazioni: + 12% nel 2007
- Consumo nazionale : 14 kg a testa
- Oli extravergine d'oliva Dop/Igp: 38
- Fatturato settore: 2 miliardi di euro
- Impiego di manodopera: 50 milioni di giornate lavorative.

ASSOCIAZIONI SCATENATE «Andrà a finire che all'estero quando dovranno comprare un prodotto alimentare italiano avranno gli stessi dubbi che insorgono al momento dell'acquisto di prodotti cinesi». Lo afferma Primo Mastrantoni, segretario dell'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori (Aduc), commentando in una nota l'operazione dei Nas relativa ad un'organizzazione delinquenziale che produceva e distribuiva, in Italia e all'estero, olio extravergine di oliva sofisticato e contraffatto. «Dopo il vino, la mozzarella, ora tocca all'olio di oliva, cioè uno dei prodotti di eccellenza, come i primi due, di cui l'Italia si vanta nel mondo» spiega Mastrantoni, secondo il quale « i carabinieri stanno facendo un'opera meritoria ma, ci chiediamo, cosa fanno le Asl che istituzionalmente e regolarmente dovrebbero controllare i prodotti alimentari?».

COPAGRI PREOCCUPATA «Occorre fare chiarezza nel modo più celere ed evitare, come già successo in altri comparti, che l'agricoltura onesta, sicura e di qualità paghi responsabilità che non la sfiorano neanche lontanamente». Così Franco Verrascina, vicepresidente vicario della Copagri, commenta in una nota l'operazione dei Carabinieri del Nas sull'olio extravergine sofisticato e contraffatto. Secondo Verrascina il caso mozzarella di bufala si è rivelato «estremamente circoscritto, svelato e in via di soluzione», così come per il vino. «Siamo ora all'olio d'oliva, e nell'attesa assolutamente fiduciosa e serena della conclusione del lavoro delle autorità competenti - afferma il vicepresidente Copagri - anche qui, pare di essere di fronte ad un manipolo di malfattori che gravitano attorno al mondo agricolo senza avere nulla a che fare con i veri produttori». «Guarda caso», spiega Verrascina, «si tratta di tre comparti d'eccellenza e all'avanguardia dell'economia agricola ed agroalimentare nazionale e il dubbio di regie occulte sorge quasi spontaneo, ma anche a pensar bene occorre distinguere in modo inequivocabile le bolle medianiche dalla realtà ». Infatti «restano i danni che stanno scontando gli allevamenti di bufala, le macchie sul vino e, ora, quelli presumibili sull'olio extravergine d'oliva - prosegue il vicepresidente Copagri - non possiamo più tollerare che il 100% dei produttori veri che consegnano al Paese un'immagine apprezzata nel mondo vengano fortemente danneggiati da forme di 'terrorismo psicologicò che non hanno fondamento in presenza della conferma di un'attività di controllo e repressione sempre costante, tempestiva, efficiente e trasparente e che rappresenta la vera rassicurante notizia». «Ciò che emerge è aberrante - conclude Verrascina - e andrà punito con il massimo rigore».


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