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BIOPLASTICA DALLO ZUCCHERO? ORA E’ CERTIFICATA |
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Sunday 20 April 2008 |
Importante
traguardo per BIO-ON che ottiene la certificazione della
biodegradabilità della propria bio-plastica ottenuta dallo
zucchero.
Alcuni
mesi fa Greenplanet.net aveva dedicato un articolo a BIO-ON, una
neo-nata società che si proponeva l'ambizioso progetto di
sviluppare una bioplastica partendo dall'utilizzo, come materia
prima, di barbabietole da zucchero e derivati, al fine di introdurre
applicazioni concrete in prodotti di largo consumo.
L'iniziativa
imprenditoriale, alla quale nell'occasione era stato dato
parecchio risalto, raggiunge in questi giorni un traguardo molto
importante: MINERV® PHA,
questo il nome dell'unico
bio-polimero al mondo prodotto
da barbabietole da zucchero, ha ottenuto infatti la
certificazione "OK
Biodegradable Water", che ne attesta l'assoluta eco-compatibilità
e conferma quindi l'obbiettivo che si era posto l'azienda,
sintetizzato nel motto "pollution-off, Bio-ON", ovvero spegni
l'inquinamento, accendi il Bio.
La
certificazione rilasciata da VINÇOTTE,
uno tra i più
prestigiosi enti certificatori al mondo, garantisce le
caratteristiche di estrema biodegradabilità in acqua. Questo
processo è il mezzo
più semplice e meno costoso per distruggere e recuperare gli
elementi: avviene in acqua , grazie alla naturale decomposizione ad
opera dei batteri e a temperatura ambiente. Tuttavia, in prodotto in
bioplastica, pur rappresentando ovviamente un importante passo avanti
rispetto alle plastiche tradizionali per quanto concerne la
biodegradabilità, generalmente necessita di tempi piuttosto
lunghi per raggiungere il risultato desiderato.
Il
punto di forza di MINERV PHA, invece, risiede proprio nell'estrema
capacità di biodegradazione in acqua: in 10 giorni all'interno
di normale acqua di fiume MINERV-PHATM si trasforma in acqua di
fiume. Si può comprendere quindi la portata innovativa di un
simile prodotto, soprattutto se si considerano le altre
caratteristiche del polimero che non fanno rimpiangere le plastiche
tradizionali in termini di possibili applicazioni.
Ciò
che nel 2007 poteva essere vista come una sfida, da semplice idea è
divenuto progetto e da progetto iniziativa imprenditoriale e pare ora
sulla strada di trasformarsi in un vero e proprio punto di
riferimento nell'avvicendamento tra bioplastiche e plastiche
tradizionali derivanti dal petrolio. Con ogni probabilità,
infatti, il crescente numero di aziende che sta convertendo
lentamente i proprio prodotti verso una maggiore eco-compatibilità,
non potrà prescindere dalle nuove opportunità offerte
da aziende che, come BIO-ON, oltre ad avere una visione di lungo
periodo sull'evoluzione del business, sviluppano soluzioni in grado
di soddisfare esigenze di mercato e, contemporaneamente, della
collettività, rispettando l'ambiente e consentendo uno
sviluppo della società maggiormente ecosostenibile. Un
mercato, appare chiaro a molti, che sta aprendo nuovi orizzonti e
immense opportunità di profitto economico accompagnato da una
crescita sostenibile per ambiente e collettività, che
inevitabilmente cresce nella propria capacità di attrarre
attenzioni e capitali.
In
questo senso, queste aziende che nascono con un'idea innovativa, in
grado di rivoluzionare interi settori in chiave ecosostenibile, non
possono che rappresentare un nuovo modello di impresa che è
socialmente responsabile fin dalla propria nascita e che scommette
tutto sullo sviluppo sostenibile, anche la propria stessa ragion
d'essere.
Dario Muzzarini
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