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GLI OGM NON RISOLVONO LA FAME NEL MONDO. |
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Sunday 20 April 2008 |
Occorre
aiutare con
programmi seri i paesi più poveri a sviluppare le loro
agricolture.
Il
presidente della Cia Giuseppe Politi sottolinea che gli organismi
geneticamente modificati non rappresentano la soluzione. Evitare che
le attuali speculazioni sulle materie prime agricole finiscano per
determinare scelte a vantaggio di pochi.
"Gli
Ogm non risolvono i problemi delle agricolture dei paesi più
poveri, né sono la panacea della fame del mondo. Non vorremmo
che dietro i rincari di materie prime alimentari, come grano, riso,
mais, ci siano quelle multinazionali che spingono per le loro sementi
geneticamente modificate". A sostenerlo è il presidente
della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi,
preoccupato per una situazione veramente esplosiva in molte aree del
Pianeta sotto il profilo alimentare.
"La
soluzione Ogm -sottolinea Politi- non è percorribile. Credo
che bisogna percorrere altre strade. Occorre prima di tutto
abbandonare il vecchio tipo di cooperazione internazionale che
puntava
solo sull'assistenza verso i poveri della Terra. Si portano derrate
alimentari, mentre le agricolture di questi paesi non vengono affatto
sviluppate. Bisogna, invece, procedere in maniera completamente
diversa. Dobbiamo aiutare i paesi poveri a migliorare le loro
agricolture attraverso seri e moderni programmi di coltivazione. Solo
così si possono accrescere le produzioni. E per fare ciò
non servono gli Ogm che finirebbero solo per appiattire l'agricoltura
e la sua fondamentale biodiversità".
"D'altra
parte, l'agricoltura europea e quella di altre aree
industrializzate si è sviluppata -avverte il presidente della
Cia- senza l'ausilio degli Ogm. E penso che bisogna continuare in
tale direzione".
"Quindi,
un ‘no' agli Ogm e l'avvio immediato -rimarca Politi- di
concreti interventi ‘in loco' per far sviluppare l'agricoltura
in tutti questi paesi dove la fame è un problema quotidiano.
Evitare, in sostanza, spinte concentriche e speculazioni che aprono
le porte unicamente a vendite massicce di prodotti biotech, lasciando
gli ultimi della Terra nella loro povertà, nella loro fame,
nell'emarginazione. Bisogna scongiurare che il dramma di milioni di
persone si trasformi in profitto per pochi ricchi".
Cia Informa
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