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LA NUOVA ALLEANZA TRA RICERCA E MONDO BIO |
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Wednesday 16 April 2008 |
Dal convegno organizzato a Roma dal dipartimento agroalimentare del Cnr, in
collaborazione con il Cra e l'Aiab, è emerso che si investe poco in ricerca
mentre l'Italia è al primo posto in Europa per superficie a biologico e al
secondo nel mondo per numero di aziende
E' la prima in Europa per le coltivazioni biologiche. L'Italia vanta un
primato indiscutibile con oltre un milione di ettari coltivati a bio mentre a
livello mondiale è la numero due, dopo il Messico, con le 50.000 aziende del
settore, secondo i dati forniti da Inea e dal FiBL-Forschungsinsitute fur
biologischen Landbau.
I buoni risultati del settore biologico italiano, sono stati riproposti in
occasione del convegno"Avanzamento delle conoscenze e agricoltura
biologica: le nuove frontiere del bio" che si è svolto il 16 aprile,
organizzato dal Dipartimento agroalimentare del Consiglio nazionale delle
ricerche, in collaborazione con il Consiglio per la ricerca e sperimentazione
in agricoltura (Cra) e l'Associazione italiana per l'agricoltura biologica
(Aiab). E la voglia di biologico cresce anche nella ristorazione . Nelle scuole
si è passati dalle 69 mense con pasti biologici del 1996 alle 683 del 2007 e lo
stesso si dica per quelle aziendali, passate da 896 mila pasti biologici del
2006 a 924 mila nel 2007, secondo il Rapporto Bio Bank.
Tuttavia c'è ancora molto da fare. Secondo dati Coldiretti-Ispo il fatturato
complessivo del biologico, pari a 1,5 miliardi di euro, rappresenta soltanto il
2% del mercato dei prodotti alimentari. Poche le risorse finanziarie destinate
al settore. Secondo Mauro Gamboni del Dipartimento agroalimentare del Cnr
"la ricerca scientifica nel settore assorbe una quota molto bassa delle
risorse destinate alla ricerca in campo agricolo e agroalimentare mettendo a
rischio il trend positivo". Secondo Gamboni sarebbe necessario
"rendere più competitivi imprese e prodotti biologici innalzando il
livello delle conoscenze, sostenendo una più mirata ricerca a carattere
interdisciplinare e incoraggiando le innovazioni tecnologiche". Questa
dunque la ragione che sta dietro al bisogno di "promuovere collaborazioni
tra il mondo della ricerca e produttori".
L'incontro ha voluto quindi proporre un confronto tra mondo della ricerca,
produttori e consumatori per favorire un'agricoltura sempre più sostenibile e,
in particolare, quella biologica.E ha presentato le nuove frontiere della
ricerca in questo campo. Ecco alcuni esempi.
Tra le attività di ricerca presentate occupano un posto di rilievo i nuovi
biosensori applicabili per il monitoraggio dell'inquinamento ambientale, la
valutazione della qualità dei cibi, la valorizzazione di produzioni tipiche e
l'individuazione di Ogm. "L'obiettivo dei nostri studi", spiega Maria
Teresa Giardi dell'Istituto di cristallografia (Ic) del Cnr, "è quello di
disporre di uno strumento facilmente applicabile alla valutazione di una vasta
gamma di impatti sull'ambiente, dove l'organismo vegetale e quello microbico
diventano componenti innovativi per la sensoristica biologica". Soluzioni
sostenibili nella lotta contro i parassiti arrivano dall'Istituto per la
protezione delle piante (Ipp) del Cnr, che ha realizzato un prodotto contro i
nematodi, responsabili di ingenti danni ai raccolti, sviluppato dalla ditta
Elep. Il formulato ottenuto utilizzando i funghi Pochonia chlamydosporia e Arthrobotrys
oligospora può essere somministrato in campo attraverso le acque d'irrigazione.
Sul fronte della conservazione di frutta e ortaggi, si fa strada la
termoterapia sperimentata dall'Istituto di scienza delle produzioni alimentari
(Ispa-Cnr) sugli agrumi di Acireale; tale metodologia rappresenta
un'alternativa all'uso di sostanze chimiche normalmente utilizzate nel
trattamento di post-raccolta. Infine, nell'ottica di salvaguardare e
valorizzare le tipicità italiane, l'Istituto di genetica vegetale (Igv) del
Cnr, all'interno del progetto "Olviva", sta collaborando alla
caratterizzazione molecolare, morfologica e sanitaria delle varietà più
importanti di olivo della Sicilia, in cooperazione con altre regioni d'Italia.
da mipaaf
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