Intanto sul
territorio, per la giornata ligure del Commercio Equo e Solidale, vengono
distribuiti, nelle Botteghe del Mondo, 4000 "fiori equosolidali"
in lana cotta
provenienti dal Nepal, simbolo della giornata
ligureLa Regione Liguria è stata riconosciuta come prima Regione Equa e solidale d'Italia nell'ambito della campagna nazionale 'Città eque' (www.cittaequosolidali.it), promossa dall'Associazione di categoria del settore AGICES (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale), da Fairtrade Italia (Ente di certificazione di alcuni prodotti del commercio equo), dal coordinamento nazionale Agende 21 e dal coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace.
Una campagna che ha visto, oltre alla Regione Liguria, già il riconoscimento di 18 comuni (tra cui Roma e Firenze), tre province (Milano, Cremona e Ferrara).
Infatti la Regione Liguria ha emanato una nuova Legge regionale capace di garantire i consumatori, tutelare le organizzazioni e promuovere i prodotti. La nuova normativa, che ha reso disponibile per le associazioni nuove risorse e sostegno concreto ed è uno dei più importanti elementi che ha permesso alla Regione Liguria stessa di ricevere il premio "Città eque".
"Il ruolo che il Vostro Ente puo' svolgere" dice Adriano Poletti, Coordinatore della Campagna Città Eque, "è di grande rilevanza, all' interno della Regione stessa : con le Amministrazioni Provinciali e Comunali, con gli Enti a Voi collegati . Lavorando sulla consapevolezza dei cittadini, e indirizzando bene i propri acquisti, attraverso specifici capitolati, le Pubbliche Amministrazioni come la Vostra possono dare un grande contributo ad un mondo più giusto e sostenibile .
Il riconoscimento alla Regione Liguria di Regione Equosolidale è un passaggio davvero storico, che ci auguriamo sia d' esempio per tutte le altre Regioni italiane".
"Un passo ulteriore" dice il Presidente Claudio Burlando intervenuto alla premiazione "è la realizzazione di una normativa per le mense...., impegno preso da noi peraltro nella scorsa campagna elettorale locale."
"Un momento importante per il movimento equosolidale nazionale" dice Gaga Pignatelli presidente dell'Associazione di Categoria del commercio equo AGICES "grazie alla stretta collaborazione tra Agices e le realtà territoriali stiamo cercando di replicare in altre regioni l'importante esperienza di promozione e sostegno messa in atto dalla Regione Liguria con tanta convinzione".
Alla cerimonia è intervenuta anche Liberata Mukamana, referente per il progetto Copabu sviluppato dalla Bottega Solidale ligure in Rwanda e che vede nella cooperativa di produttori locali affiancate persone di etnia Hutu e Tutsi. "Il progetto realizzato non ha solo un valore di impresa e lavoro", dice la rappresentante della cooperativa, "permette ai bambini della comunità l'accesso alla scuola primaria. Con i fondi realizzati dal progetto di commercializzazione con La Bottega Solidale di Genova è stato costruito un intero quartiere di Butare che prende il nome dell'organizzazione genovese. Inoltre sono stati avviati progetti di microcredito che hanno contribuito alla crescita della cooperativa, permettendoci di ampliare il nostro all'Europa e ad altri paesi nel mondo."
"Ma la cosa più importante" continua Liberata "è che nel farlo le diverse comunità lavorano assieme e, grazie all'aiuto di Copabu, riescono a gestire conflitti e diffidenze che a tutt'oggi ancora qualche volta si verificano".
Il progetto 'Amahoro, artigiani di pace in Rwanda' è un progetto di commercio equo e solidale, un gemellaggio tra La Bottega Solidale e la Cooperativa d'artigiani COPABU di Butare in Rwanda.
Il logo simbolo della giornata ligure: un fiore solidale
I colori della pace, i petali di un fiore. Sarà un fiore equosolidale in lana cotta proveniente dal Nepal il simbolo delle giornate del Commercio equo ligure. La primavera 2008 vedrà sbocciare in Liguria migliaia di questi fiori, appesi alle vetrine delle Botteghe del Mondo, distribuiti nei punti vendita, riportati su locandine e volantini. Sono fiori colorati con i colori della pace, a ricordare che un mondo costruito sull'equità, il rispetto delle persone, delle comunità e dell'ambiente è un mondo di pace, capace di futuro. Il gadget verrà importato in migliaia di unità direttamente dal Nepal, nello specifico dal produttore Sana Hastakala. Sana Hastakala significa "piccolo artigianato" e grazie all'assistenza commerciale e al pagamento di un prezzo equo, sostiene l'attività di più di cento piccoli laboratori familiari, che producono fino a venti differenti categorie di prodotti artigianali grazie al lavoro di quasi un migliaio di artigiani, per l'80% donne. I gruppi accedono ad un fondo di sviluppo, che permette loro di sostenere il miglioramento produttivo, ed una cassa di previdenza per i momenti di crisi. Oltre alla pashmina, all'angora, il cotone e la lana di pecora, Sana Hastakala lavora il feltro detto, più impropriamente, lana cotta. Si ritiene sia una delle prime forme tessili al mondo e si ottiene bagnando e riscaldando fibre di lana. Non è quindi un tessuto propriamente detto, ma è un materiale dal quale è possibile ottenere borse, portafogli e vari accessori.
Monica Di Sisto



