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MENÙ A CHILOMETRI 0 PER IL POLITECNICO DI TORINO |
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Tuesday 01 April 2008 |
Risotto al Castelmagno, coniglio al civet e frittata ai
porri: il menù offerto dalla mensa del Politecnico di Torino punta sulla
qualità del cibo con un occhio alla sostenibilità ambientale.
Grazie a un accordo tra Politecnico, Cir Food e Coldiretti
Piemonte, i piatti che ogni giorni sfamano 1500 tra studenti e professori saranno
cucinati con prodotti locali, provenienti dalla Regione Piemonte.
Il menù a chilometri zero, come è stata battezzata l'iniziativa,
è un progetto che mira ad accorciare la filiera che sempre più allontana
produttore e consumatore, assicurando così un notevole risparmio economico; in
questo modo, oltre ad ottenere prodotti freschi e di stagione, viene
sensibilmente ridotto il tragitto compiuto dai prodotti, fornendosi dalla fitta
rete locale di produttori: «Non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di
trasporto che indubbiamente contribuiscono alle emissioni inquinanti - ha
sottolineato Giorgio Ferrero, presidente della Coldiretti Piemonte - il
Politecnico si rifornirà principalmente dalle province di Cuneo ed Asti». Le
mele, ad esempio, arriveranno da Pinerolo (To), le pere da Saluzzo (Cn), le
patate da Alessandria, le insalate da La
Loggia (To), le carote da Moncalieri (To) e i kiwi da
Lagnasco (To).
Riduzione
dell'inquinamento, ma anche educazione alimentare: «Crediamo che scegliere
prodotti di stagione e tipici sia più sano - prosegue Ferrero - anche per gli
stranieri che vengono regolarmente a studiare e a lavorare a Torino». Una
lettura dell'iniziativa confermata anche dal rettore del Politecnico: «È una
soluzione che coniuga la vocazione internazionale dell'ateneo al legame con il
territorio in questo modo sulle nostre tavole ne valorizziamo i prodotti oltre
a tutelare l'ambiente».
Con i suoi 230 chili di patate, 80 di carote, 30 di cipolle,
15 di kiwi, 45 di mele e 20 di pere la
mensa del Politecnico di Torino si appresta a diventare un punto di riferimento
per il mangiare sano e del rispetto ambientale in strutture pubbliche di
notevoli dimensioni.
Inoltre poco o nulla di quanto viene servito finisce come
rifiuto nelle pattumiere, come solitamente avviene per il 30% del cibo cucinato
nelle mense: «Secondo alcune indagini - fanno sapere dalla Coldiretti - la
tendenza, quando l'offerta non è eccellente, è di raddoppiare le porzioni,
credendo in questo modo di poter soddisfare il cliente, che comunque in gran
parte lo scarta. Il nostro invito è di servire porzioni minori, almeno del 10%,
ma di alta qualità e di provenienza assicurata».
Il "menù a chilometri 0" potrebbe presto essere esteso a
tutte le mense dell'Edisu, l'Ente Regionale per il Diritto allo Studio, che
gestisce cinque punti ristorazione a Torino, due a Grugliasco (To) e uno ad Alessandria.
Molto interesse, infine, ha suscitato il distributore di latte crudo che
potrebbe essere piazzato all'interno dell'Ateneo.
FD
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