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MENÙ A CHILOMETRI 0 PER IL POLITECNICO DI TORINO

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Risotto al Castelmagno, coniglio al civet e frittata ai porri: il menù offerto dalla mensa del Politecnico di Torino punta sulla qualità del cibo con un occhio alla sostenibilità ambientale.

mense.jpg Grazie a un accordo tra Politecnico, Cir Food e Coldiretti Piemonte, i piatti che ogni giorni sfamano 1500 tra studenti e professori saranno cucinati con prodotti locali, provenienti dalla Regione Piemonte.

Il menù a chilometri zero, come è stata battezzata l'iniziativa, è un progetto che mira ad accorciare la filiera che sempre più allontana produttore e consumatore, assicurando così un notevole risparmio economico; in questo modo, oltre ad ottenere prodotti freschi e di stagione, viene sensibilmente ridotto il tragitto compiuto dai prodotti, fornendosi dalla fitta rete locale di produttori: «Non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto che indubbiamente contribuiscono alle emissioni inquinanti - ha sottolineato Giorgio Ferrero, presidente della Coldiretti Piemonte - il Politecnico si rifornirà principalmente dalle province di Cuneo ed Asti». Le mele, ad esempio, arriveranno da Pinerolo (To), le pere da Saluzzo (Cn), le patate da Alessandria, le insalate da La Loggia (To), le carote da Moncalieri (To) e i kiwi da Lagnasco (To).

Riduzione dell'inquinamento, ma anche educazione alimentare: «Crediamo che scegliere prodotti di stagione e tipici sia più sano - prosegue Ferrero - anche per gli stranieri che vengono regolarmente a studiare e a lavorare a Torino». Una lettura dell'iniziativa confermata anche dal rettore del Politecnico: «È una soluzione che coniuga la vocazione internazionale dell'ateneo al legame con il territorio in questo modo sulle nostre tavole ne valorizziamo i prodotti oltre a tutelare l'ambiente».

Con i suoi 230 chili di patate, 80 di carote, 30 di cipolle, 15 di kiwi,  45 di mele e 20 di pere la mensa del Politecnico di Torino si appresta a diventare un punto di riferimento per il mangiare sano e del rispetto ambientale in strutture pubbliche di notevoli dimensioni.

Inoltre poco o nulla di quanto viene servito finisce come rifiuto nelle pattumiere, come solitamente avviene per il 30% del cibo cucinato nelle mense: «Secondo alcune indagini - fanno sapere dalla Coldiretti - la tendenza, quando l'offerta non è eccellente, è di raddoppiare le porzioni, credendo in questo modo di poter soddisfare il cliente, che comunque in gran parte lo scarta. Il nostro invito è di servire porzioni minori, almeno del 10%, ma di alta qualità e di provenienza assicurata».

Il "menù a chilometri 0" potrebbe presto essere esteso a tutte le mense dell'Edisu, l'Ente Regionale per il Diritto allo Studio, che gestisce cinque punti ristorazione a Torino, due a Grugliasco (To) e uno ad Alessandria. Molto interesse, infine, ha suscitato il distributore di latte crudo che potrebbe essere piazzato all'interno dell'Ateneo.



FD
 

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