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L'ARTICOLO DEL MESE
Una testimonianza terrificante sugli OGM
Nel notiziario Rue89 del 16 febbraio 2008 (http://rue89.com/) Ophélie Neiman ha pubblicato una recensione al video "Monsanto, une entreprise qui vous veut du bien" ed al libro "Le Monde selon Monsanto" di Marie-Monique Robin , ed. La Découverte, diffusi poi in Francia il mese successivo.
Il documentario che Marie-Monique Robin ha prodotto, dal titolo "Monsanto, un'impresa che vi vuol bene", dà i brividi, commenta l'autrice della recensione. Leader mondiale degli OGM, Monsanto è all'origine di molti altri prodotti controversi. L'elenco è lungo. La ditta è la principale produttrice del CPB, il piralene (una sostanza oggi vietata, responsabile di molti inquinamenti), del cosiddetto agente arancione, erbicida usato nella guerra del Vietnam e fortemente cancerogeno, di ormoni di crescita per bovini e lattifere, in Europa vietati.
Nel libro "Il mondo secondo Monsanto", Marie-Monique Robin rivela esempi delle pressioni esercitate su scienziati, licenziati o discreditati per aver criticato i prodotti della Monsanto. Ella dà parola ad esperti che rimettono in causa le esperienze sanitarie condotte dalla multinazionale.
Ophélie Neiman si chiede come abbia potuto la società Monsanto mettere sul mercato tanti prodotti che diversi anni dopo sono stati vietati, senza che scienziati indipendenti si fossero fatti capire e senza che qualche giornalista abbia fatto sentire delle voci discordanti.
Secondo Marie-Monique Robin, la ditta è molto influente. Dapprima nella sfera scientifica, perché è all'origine di numerosi finanziamenti per la ricerca, ma anche alla Casa Bianca, ove si sono succeduti vecchi o futuri dirigenti della Monsanto.
Quest'impresa è cambiata? I suoi OGM sono inoffensivi alla salute? Secondo l'autrice del libro "Il mondo secondo Monsanto", si può dubitarne. Nel video, ella afferma che non sono mai stati fatti studi sufficienti, a causa del "principio di sostanziale equivalenza", tra una pianta transgenica ed una non modificata, per cui le sperimentazioni sarebbero inutili.
Nel video, interviene anche Robert Bellé, professore al CNRS ed all'università Pierre et Marie Curie. Specializzato nella divisione cellulare, studiata sui ricci di mare, ha provato il Roundup, famoso diserbante venduto dalla Monsanto ed usato perfino dai giardinieri della domenica. È dimostrato, afferma Robert Bellé, che si tratta d'un prodotto cancerogeno.
Quando però egli vuol avvertire la pubblica opinione, è denigrato e spariscono i finanziamenti per le sue sperimentazioni.
Il Roundup è estesamente usato sulle coltivazioni, specialmente nell'America meridionale. Certi OGM, come la soia "roundup ready" sono le uniche piante che crescono negli appezzamenti abbondantemente irrorati di questo potente diserbante, riferisce l'autrice dell'articolo, senza che ancora se ne conoscano gli effetti sulla salute.
I numerosissimi commenti seguiti alla breve introduzione di Ophélie Neiman portano in genere altre notizie allarmanti sulle attività della Monsanto e di altre imprese multinazionali che si dedicano agli organismi transgenici.
Imanol riferisce che nell'Illinois (USA), la città di East Saint Louis comprende una fabbrica della Monsanto, che scarica prodotti chimici nel Mississipì. La città ha un tasso di malati di cancro fra i più elevati degli Stati uniti d'America.
Osserva Renard che le compagnie d'assicurazione rifiutano di coprire i rischi degli agricoltori che usano piante transgeniche e si chiede quando mai abbiano rifiutato d'assicurare un rischio nullo.
Ellejo precisa che l'agente arancione ha ucciso quattro milioni di persone durante la guerra del Vietnam e continua a provocare danni a persone che nascono con gravi menomazioni. Sono stati risarciti i militari americani danneggiati, nessun risarcimento c'è stato alla popolazione civile.
Lo stesso Ellejo, però, informa d'aver notizia che Monsanto stia per costituire un mais ibrido con una maggiore dose di vitamina A, partendo da numerose linee naturali di mais, mediante incroci pilotati. Egli osserva che questo sarebbe un procedimento valido, che può mettere a frutto le conoscenze biotecnologiche senza ricorrere agli OGM, ma valorizzando la biodiversità esistente, che è da preservare al massimo per assicurare un futuro della vita nel pianeta. Egli osserva, che questo procedimento non è tutelato dalla legislazione sulle invenzioni, come avviene in caso di trasferimento artificiale dei geni. Egli incoraggia la Monsanto a proseguire in questa via ed a non mettere in pericolo la biodiversità con gli OGM.
Un esperto di coltivazioni subtropicali, che si firma FdT, conviene nell'osservazione di altri, che conviene passare all'agricoltura biologica. Sottolinea il fatto che le multinazionali che offrono i loro organismi GM agitano lo spettro della fame nel mondo per convincere il pubblico della bontà dei loro prodotti, mentre l'agricoltura biologica è, se ben condotta, in grado di assicurare produzioni rispettabili. Secondo lui, le pecche del metodo bio sono tre: 1) destabilizza gli equilibri economici, perché non ha bisogno di fitofarmaci né di concimi di sintesi; 2) richiede di modificare i metodi di lavoro; 3) rende indispensabile usare varietà resistenti perfettamente adattate alle condizioni climatiche del posto, ossia ritornare a praticare un'agricoltura destinata al consumo locale, perché le varietà dell'agricoltura industriale sono particolarmente fragili ed esigono varie sostanze chimiche.
Come esempio, egli presenta il caso della patata dolce, molto produttiva nelle zone umide tropicali e subtropicali, di semplice coltivazione. Sono eduli i tuberi, ma anche le foglie. Il rendimento è allucinante, la pianta è resistente a diverse malattie e prospera anche in terreni poveri. Inoltre, il suo valore nutrizionale è eccezionale. È una miniera di minerali, di beta carotene e di altri antiossidanti, le foglie contengono diversi amminoacidi essenziali, insomma è una panacea. Ma in più, ciliegina sulla torta, questa pianta è gustosa. Ebbene, molti agricoltori del terzo mondo, vittime della propaganda di varie manipolazioni, hanno scambiato questa per il mais, pianta sì adatta al clima tropicale, ma di più delicata coltivazione, specialmente le varietà transgeniche, e molto meno nutriente. La patata dolce è stata denigrata come alimento dei poveri ed ora torna in auge come alimento sano in molti paesi asiatici!
Egli fa notare come vari paesi, in particolare Taiwan ed il Giappone, pratichino sempre più il metodo biologico, a motivo d'un'adesione sempre più sentita dell'opinione pubblica di questi paesi alla difesa dell'ambiente, unita ad una tradizionale cultura del mantenimento della salute, della ricerca della longevità. Ma occorre vedere che lavoro ciò richiede. Alcuni frutti, per esempio, devono essere raccolti acerbi ed incartati uno ad uno nella carta, anziché irrorarli di insetticidi. Questa agricoltura è però perfettamente vitale e può nutrire il mondo. FdT dice d'aver esperienza soltanto di climi subtropicali, ma che non dubita che gli agricoltori biologici di altri climi sappiano fare ovunque del bio a buon rendimento. Tuttavia, gli agitatori di spettri faranno di tutto per denigrare la pertinenza e l'efficacia dell'agricoltura biologica autosostenibile.
Guido Fidora - Biolcalenda Aprile 08



