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GLI ITALIANI TAGLIANO ANCHE I CONSUMI DI VINO |
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Saturday 22 March 2008 |
La Cia, sulla base dati dai Ismea/AcNielsen, evidenzia che nel 2007 si è avuta una flessione negli acquisti sia in quantità (meno 5 per cento) che in valore (meno 2 per cento). Forte calo anche per gli spumanti (meno 17 cento).
Sarà colpa dei pochi soldi a disposizione, dei forti rincari dei prezzi oppure dell'incertezza per la situazione economica che alimenta le preoccupazioni per il futuro. Sta di fatto che gli italiani continuano a stringere la cinta a tavola. Ma a calare non è solo il consumo di pane, pasta, frutta e verdura. Anche per il vino è stato un crollo verticale: nel 2007, infatti, gli acquisti domestici sono scesi sia in quantità (meno 5 per cento) che in valore (meno 2 per cento) rispetto al 2006. E' quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base degli ultimi dati dell'Osservatorio Ismea/AcNielsen.
La flessione maggiore -sottolinea la Cia- si è registrata per i vini sfusi: meno 14 per cento in quantità e meno 11 per cento in valore. Meno accentuato, invece, il calo quantitativo dei consumi di vini Doc e Docg: meno 0,4 per cento. Per quest'ultimi gli acquisti in valore sono cresciti del 3,2 per cento.
Una tendenza che si è riscontrata anche nel solo mese dicembre scorso, quando i vini sfusi, rispetto allo stesso periodo del 2006, hanno messo a segno una riduzione delle quantità consumate del 3 per cento, mentre sono tutte positive le variazioni annue per i vini confezionati, con aumenti fino al 3 per cento per le produzioni a denominazione d'origine.
Lo scenario desta non poche preoccupazioni che, tuttavia, si fanno più forti davanti alla crescente falsificazione di etichette Doc e Docg. Molti, infatti, sono stati i casi che si sono avuti nel corso degli ultimi mesi. Un fenomeno grave che -sostiene la Cia- richiede maggiori controlli ed attenzioni non solo sulla qualità delle uve prodotte, ma anche sui "percorsi" che si snodano fino all'arrivo del prodotto imbottigliato alla distribuzione al consumo.
Anche per lo spumante -avverte la Cia- il 2007 è stato un anno difficile. Sempre in base ai dati Ismea/AcNielsen, si è avuta una contrazione del 17 per cento dei volumi e del 10 per cento della spesa. Un trend che è confermato nello scorso dicembre che si è chiuso con un pesante ridimensionamento degli acquisti di "bollicine" rispetto allo stesso mese del 2006: meno 21 per cento delle quantità consumate e meno 17 per cento dei corrispettivi monetari.
Sono dati che fanno seguito ad una vendemmia, quella del 2007, che, con una produzione di poco più di 40 milioni di ettolitri, passerà alla storia come tra le più anticipate degli ultimi 50 anni. Le operazioni di raccolta, specie nel Nord, sono, infatti, cominciate in alcune zone già nella prima decade di agosto scorso. Mentre il calo produttivo ha raggiunto le punte massime nel Centro-Sud, in particolare in Sicilia, in cui l'effetto combinato siccità e danni da parassiti ha portato fino ad un meno 50 per cento di prodotto. Per trovare una vendemmia con dati produttivi così bassi -conclude la Cia- bisogna tornare indietro più di mezzo secolo. Ad esempio, solo trent'anni fa, nel 1987, si producevano oltre 75 milioni di ettolitri.
Cia - Confederazione italiana agricoltori su dati Ismea/AcNielsen
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