La visita inoltre, è stata ricca di incontri culturali. Oltre alle visite di una decina di titolari di catene alimentari e ristoranti agli stand della cooperativa, il viaggio prevedeva una serie di incontri di Girolomoni con le due realtà più significative dell'agricoltura giapponese, a sud il comune agricolo di Aya e a nord con il comune di Kumikazi caratterizzato dagli impianti di energie rinnovabili e allevamenti di bestiame. Questi incontri serviranno alla stesura di un libro di Girolomoni e dell'economista Eiichi Tsutaya per mettere a confronto l'agricoltura biologica italiana con quella giapponese che vuole fuggire da quel 0,17 per cento in cui è relegata.
Di questi scambi culturali fanno parte anche le visite agli stabilimenti Sokensha e Kazeto Hikari No Factory, che importa la gamma della cooperativa a marchio Girolomoni e del pastificio che produce paste al grano saraceno e la famosa pasta Ramen. Nei temi trattati duranti gli incontri, compresi giornalisti e una importante casa editrice, sono previsti viaggi in Italia all'insegna dell'arte italiana e l'accoglienza agrituristica in aziende biologiche, e la traduzione dell'ultimo libro di Girolomoni "Maccheroni Acqua e Farina" edito in Italia dalla Jaca Book.
Perché questo interesse per la vostra esperienza e per il biologico italiano? L'abbiamo chiesto al presidente della cooperativa marchigiana. "I consumatori giapponesi chiedono alimenti biologici, l'opinione pubblica è preoccupata dall'inquinamento dei cibi, non solo giapponesi, e le istituzioni hanno appena approvato una legge per l'agricoltura biologica. In Giappone sanno che l'Italia è il paese europeo con la maggiore estensione di agricoltura biologica. E poi il Giappone ha sempre ammirato l'Italia.
Tutti i giapponesi incontrati sono stati invitati al congresso mondiale dell'IFOAM a Modena nel prossimo giugno.
MontebelloBio.



