Nel restante 2%, le percentuali si sono rivelate ampiamente
al di sotto dei limiti previsti per legge. I controlli, effettuati da un laboratorio certificato esterno nel periodo fra il febbraio e il novembre dello scorso anno, hanno interessato un'ampia campionatura di matrici ortofrutticole, dalle insalate ai pomodori, passando per fagiolini, zucchine, pere, pesche, prugne, basilico, cetrioli, radicchi, cavoli, bietola, mele, melanzane, porri, carote, cipolle, salvia, prezzemolo e altri, tutte coltivate in Toscana.
La maggior parte dei prodotti provenivano da aziende agricole della Piana fiorentina, in particolare da Scandicci, Sesto, Campi, Signa e Lastra a Signa, gli altri dalla zona di Empoli-Castelfiorentino, Grosseto, Pescia, Pistoia e Reggello.
"I controlli vengono effettuati annualmente sui prodotti dei soci da un laboratorio esterno accreditato," ha precisato Simone Tofani, agronomo responsabile del settore tecnico della cooperativa agricola di Legnaia. "Per fornire ulteriori garanzie ai consumatori, oltre agli aspetti di qualità e freschezza che caratterizzano da sempre le coltivazioni locali di stagione. Nel difficile momento che attraversano alcune zone del nostro paese - ha continuato - siamo convinti che sia necessario dare un segnale forte ai cittadini, per rassicurarli sulla qualità dei prodotti che consumano."
I risultati ottenuti, come spiega il comunicato, sono il frutto di scelte mirate, come la coltivazione con il ricorso alla lotta integrata, e l'impiego di prodotti chimici a basso impatto o della coltivazione biologica.



