Il presidente francese Nicola Sarkozy lo aveva preannunciato,
ora la Francia - sostenuta anche dall'Italia - ha ottenuto l'apertura
il 5 giugno di un ampio dibattito al Consiglio dei ministri
dell'ambiente dell'Ue che affronterà con il tema "Ogm, piste di
riflessione", tutte le questioni più contrastate in materia di biotech.
Il primo obiettivo dei ministri sarà di mettere a punto un calendario
di discussioni per i prossimi mesi. Anche la Commissione europea
intende fare la sua parte e gli uffici del commissario all'ambiente
Stavros Dimas stanno elaborando un testo che vuole essere un contributo
costruttivo alle discussioni. Il confronto ministeriale è stato chiesto
a più voci per permettere all'Europa di uscire dall'impasse in cui si
trova da mesi, a cui si aggiunge la 'Spada di Damocle' delle sanzioni
che potrebbero scattare alla Wto per i ritardi accumulati dall'Ue
nell'applicazione della sua legislazione sui prodotti transgenici.Di fatto, nel processo decisionale sugli Ogm, gli stati membri si auto-esonerano dal decidere: 'spaccati' in schieramenti opposti, le loro posizioni si neutralizzano al momento del voto lasciando libera la Commissione europea di varare quanto lei stessa ha proposto. Tuttavia, in materia di biotech anche l'Esecutivo Ue è bloccato al suo interno da quanto il commissario Dimas ha proposto di rifiutare la richiesta di coltivazione di due mais transgenici: il Bt11 della multinazionale Syngenta e il 1507 della società Pioneer, nonostante l'Efsa (L'Agenzia europea per la sicurezza alimentare) avesse dato per entrambi parere favorevole.
Negli uffici del commissario all'ambiente è sempre fermo anche il dossier sulla coltivazione della superpatata Amflora della multinazionale Basf. Parigi ha già indicato quattro piste di riflessione sugli Ogm. Vanno da un approfondimento sulle valutazioni dei prodotti a livello europeo alla trasparenza dei procedimenti di indagine; dall'estensione della base di valutazione dei rischi sanitari e ambientali a fattori legati all'impatto agronomico e ai diversi modi di produzione; dalla fissazione di soglie di etichettatura per le sementi Ogm ad un confronto più stretto dei criteri di valutazione degli Ogm con quelli per i prodotti fitosanitari.
La Nuova ecologia, 11 marzo 2008



