8 marzo a Udine
Utilizzare la ricerca sul genoma della vite per una viticoltura di qualità
con un ridotto impatto ambientale sembra possibile, e l'Università di Udine, l'Iga
(Istituto di genomica applicata) e l' Uiv (Unione italiana vini) lo
dimostreranno presentando i primi risultati di un lungo quanto ambizioso
progetto di ricerca, finanziato dall'amministrazione regionale del Friuli
Venezia Giulia, volto alla selezione di viti resistenti naturalmente alle
malattie più diffuse, senza quindi l'ausilio di trattamenti.
Dopo dieci anni di ricerca, di test di laboratorio e di prove in campo, i primi
140 incroci di viti selezionati dall'équipe del professor Raffaele Testolin,
docente all'Università di Udine e presidente dell'Iga, sono approdati alla
sfida del bicchiere grazie anche alla collaborazione del Laboratorio di Verona
dell'Unione italiana vini, che, mettendo a disposizione competenze, personale e
attrezzature ha portato alla microvinificazione dei campioni e alla successiva
analisi nell'innovativo Laboratorio chimico-sensoriale Uiv. Attraverso un panel
di analisi sensoriale, le cui conclusioni sono state supportate dall'analisi
chimica con spettrometria di massa, sono state valutate con precisione le
potenzialità dei vini prodotti (annata 2007), alcuni dei quali hanno già
dimostrato promettenti caratteristiche.
Si tratta solo di un primo passo, in quanto, come spiega Testolin, "finora
abbiamo operato secondo gli schemi di incrocio e selezione tradizionali. Nei
prossimi anni ci aspettiamo un miglioramento sostanziale dei metodi di
selezione, perché utilizzeremo tutte le informazioni derivanti dal progetto
italo-francese Vigna di sequenziamento del genoma della vite, al quale abbiamo
partecipato come Iga, per fare una selezione più rapida e precisa".
Il sequenziamento del genoma della vite, portato a compimento nell'agosto
dell'anno scorso, darà un'accelerazione importante proprio sul fronte della
lotta alle malattie più diffuse (peronospora, oidio, mal dell'esca, legno nero,
flavescenza ) che ogni anno provocano danni al vigneto italiano ed europeo con
conseguenze sulla qualità e la quantità delle produzioni e impatti a volte
devastanti sul reddito delle aziende.
"E' per questo che Unione italiana vini, la più prestigiosa associazione
sindacale del settore vitivinicolo - dice il suo presidente Andrea Sartori - ha
supportato sin dall'inizio il progetto Vigna, cogliendone a pieno le
potenzialità, e continua a supportare i ricercatori impegnati in questa
attività strategica".
Il convegno dell'8 marzo dal titolo "Un genoma d'annata" si svolgerà
ad Udine, presso l'Auditorium della Regione Friuli, e sarò organizzato
dall'Iga, da Friuli innovazione, Udine e dalla Federazione delle Bcc del Friuli
Venezia Giulia. All'incontro si parlerà delle prospettive future aperte dal
sequenziamento del genoma della vite e dei primi risultati concreti ottenuti
dalle microvinificazioni svolte da Uiv per l'Iga.
I lavori inizieranno alle ore 09,00 con i saluti di Enrico Pé, coordinatore del
progetto Vigna; Italo Del Negro, presidente Federazione delle Bbc del Friuli
Venezia Giulia; Riccardo Illy, presidente della Regione autonoma Friuli Venezia
Giulia.
Alle ore 09,30 inizieranno gli interventi di: Cristiana Compagno, Università di
Udine; Michele Morgante, Iga e Università di Udine; Luigi Bavaresco, Università
Cattolica di Piacenza.
Dopo il coffee break sarà invece la volta di Gabriele Di Gaspero, Iga e
Università di Udine; Bruno Fedrizzi, Uiv; Simone Diego Castellarin e Raffaele
Testolin, Università di Udine.
Alle 12,40 inizierà la discussione con gli interventi programmati di Eugenio
Sartori, Vivai cooperativi di Rauscedo; Andrea Felluga, vignaiolo; Andrea
Sartori, Uiv; Giulio Colomba, Slow food.
Le conclusioni, previste alle ore 13,00, saranno curate da Enrico Pé, Scuola
superiore Sant'Anna, Pisa.
A moderare gli interventi ci sarà Angelo Vianello, preside della facoltà di
Agraria, Università di Udine.
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