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CORTE DI GIUSTIZIA UE: PARMESAN SOLTANTO PER I DOP |
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Wednesday 27 February 2008 |
Storica sentenza della Corte di giustizia europea: solo i formaggi di
origine protetta possono essere venduti con la denominazione "Parmesan"
«Solo i formaggi recanti la denominazione d'origine protetta (Dop)
possono essere venduti con la denominazione Parmesan». È quanto ha
stabilito la Corte di giustizia europea.
La sentenza della Corte
ribadisce quindi che, in base alla normativa Ue, «i prodotti registrati
come Dop godono di tutela contro qualsiasi usurpazione, imitazione o
evocazione. Le denominazioni generiche non possono invece essere
registrate e quelle registrate non possono divenire generiche».
La
sentenza, tuttavia, respinge il ricorso che aveva avviato la
Commissione europea contro la Germania ritenendo che non tutelasse a
sufficienza la Dop Parmigiano Reggiano. I giudici della Corte Ue
affermano infatti che «uno Stato membro non è tenuto ad adottare
d'ufficio i provvedimenti necessari per sanzionare, nel suo territorio
la violazione delle Dop provenienti da un altro Stato membro». La Corte
aggiunge che «gli organi di controllo cui incombe l'obbligo di
assicurare il rispetto delle Dop sono quelli dello Stato membro da cui
proviene la Dop medesima». Il controllo sul rispetto del disciplinare
della Dop "Parmigiano Reggiano" non compete quindi alle autorità di
controllo tedesche.
La sentenza è stata accolta con favore dal
ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De
Castro: «Un passo in avanti per arrivare in sede Wto al Registro
multinazionale obbligatorio, strumento di tutela delle denominazioni
d'origine anche fuori dall'Unione Europea». Il ministro ha anche
ricordato il primato nazionale sui prodotti a certificazione e come
l'Italia sia la leader in Europa per numero e per valore. «Negli Stati
Uniti», ha continuato De Castro, «le imitazioni della nostra Dop,
Parmesan o Parmesito che siano, muovono 10,5 il giro d'affari del
Parmigiano Reggiano, e in Paesi come la Germania e l'Australia si ha il
record di falsi».
Soddisfazione per la decisione della Corte è stata
espressa anche dal Consorzio per Prosciutto di Parma che tuttavia non
ha nascosto qualche timore. « Ci preoccupa», sottolinea il presidente
del Consorzio Stefano Tedeschi, «che la Corte abbia stabilito che allo
Stato leso spetti l'onere di controllare il rispetto della Dop, non
alle autorità del Paese membro nel quale avviene la violazione. In
questo modo riteniamo che i Consorzi, senza il forte appoggio delle
Istituzioni, faranno fatica a far valere autonomamente i propri diritti
all'estero».
Unione Sarda, 27 Febbraio
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