Greenplanet.net - organic food & natural lifestyle

Monday
Oct 06th
Home

MIA 2008. SONO 185 MILIONI I PASTI BIOLOGICI SERVITI OGNI ANNO NELLE MENSE SCOLASTICHE ITALIANE

E-mail Stampa PDF
Rapporto sullo stato del biologico all'interno del sistema della ristorazione scolastica. Focus sui dati Bio Bank:  683 le mense bio in tutta Italia con 924 mila pasti serviti ogni giorno. Prima l'Emilia Romagna seguita da Lombardia e Toscana. Gorizia la provincia con più mense bio in rapporto al numero di abitanti. Nella provincia di Firenze il migliore rapporto tra pasti serviti e abitanti.

organicschoolproject.jpg La diffusione del biologico nel nostro paese passa attraverso il mondo della scuola.

Alla 38a Mostra Internazionale dell'Alimentazione, in programma fino a domani a Rimini Fiera, oggi si è parlato di BioCatering nell' appuntamento promosso in collaborazione con il Consorzio Controllo Prodotti Biologici ( CCPB). tema dell'incontro: "La ristorazione biologica nella scuola. Un'occasione di educazione alimentare".

"La crescita delle mense scolastiche biologiche in Italia continua,"  ha esordito Maria Rosa Bertino, che ha curato Bio Bank.  "Dalle 69 del 1996, anno del nostro primo censimento, si è passati alle 683 rilevate al 31 dicembre 2007. L'Emilia Romagna  - ha spiegato la giornalista - continua a guidare questa speciale classifica nazionale con 127 mense, un breve distacco per la Lombardia che ne ha 121 e poi la Toscana con 82".

Per la prima volta il Rapporto ha presentato elaborazioni su base provinciale in relazione al numero di abitanti. La palma di provincia con la maggior concentrazione di mense biologiche va quindi a Gorizia con 8 mense bio ogni 100 mila abitanti. Seguita da Udine, Pordenone, Forlì-Cesena, Trento, Siena, Modena, Bologna, La Spezia ed Ascoli Piceno.

Crescono le mense e aumentano, in modo ancora più significativo i pasti bio serviti ad alunni e studenti. I pasti bio giornalieri sono passati da 896 mila del 2006 a 924 mila nel 2007. Per un totale di pasti bio che su base annua sfiora i 185 milioni. 

 La classifica delle regioni per pasti bio vede in testa la Lombardia (203 mila pasti), seguita da Lazio (164 mila) ed Emilia Romagna (112 mila). In tre regioni si concentra, dunque, oltre il 60% dell'offerta nazionale di pasti bio. Dal rapporto tra pasti serviti e popolazione esce vincitrice la provincia di Firenze con 4.900 pasti bio ogni 100.000 abitanti. Seguono Roma, Milano,Torino, Livorno, Bologna, Modena, La Spezia, Trieste e Ravenna (3100 pasti).

 L'importanza del biologico come strumento di educazione ambientale "nella consapevolezza -ha ribadito il presidente di CCPB, Lino Nori - che lo sviluppo futuro del settore sarà sempre più legato alle azioni messe in campo anche su questo piano. Allo scopo di non perdere un'importante occasione di formazione dei giovani consumatori, argomento sul quale la stessa Unione Europea ci invita a riflettere".

 "Il futuro dell'educazione alimentare è senza dubbio Bio," ha spiegato il prof. Giorgio Donegani, Direttore Scientifico di Food & School. "L'agricoltura biologica, che dei valori di sostenibilità è espressione concreta, diventa ora la chiave fondamentale per operare il necessario salto di qualità sul piano dell'educazione alimentare. Il primo ostacolo però riguarda la comunicazione: il biologico sconta una debolezza strutturale sotto questo profilo, che impedisce una percezione reale e allargata del suo valore e che falsa l'approccio con il consumatore".

 L'evento ha proposto un interessante confronto tra alcune delle esperienze di educazione alimentare legate al biologico, che hanno ribadito l'impegno delle aziende di ristorazione quali Camst, Cir Food, Vivenda, per il coordinamento dell'informazione tra enti pubblici e istituzioni scolastiche e la riduzione degli sprechi che mediamente riguardano il 25/30% di un pasto.

"E' opportuno che più che di ingredienti si cominci a parlare e pensare in termini di piatti biologici", ha concluso Fabrizio Piva, Vice Presidente CCPB.  "Il tema dell'educazione e della comunicazione sulla ristorazione biologica - ha precisato - sarà sempre più strategico e non possiamo fare educazione alimentare se non riusciamo a dire cos'è il prodotto che stiamo offrendo".

 

 

Video: Non è vero che tutto va peggio