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NANOPARTICELLE. LA POSIZIONE DI COOP PDF Stampa E-mail
Tuesday 19 February 2008
In merito ai nostri articoli sulle nanoparticelle, Coop Italia ci spiega la sua posizione. nanotecno_6.jpg Da diverso tempo ci stiamo occupando di nanoparticelle e nanotecnologie, con l'obiettivo principale di diffondere per quanto possibile la consapevolezza sui rischi legati allo sfruttamento delle nuove applicazioni in questi campi di ricerca, soprattutto quando riguardano il comparto alimentare.

Effettuando alcune ricerche e, in particolare, interpellando il dott. Montanari è stato possibile porre in evidenza come esistano effettivamente dei rischi concreti per la salute del consumatore legati alla presenza di nanoparticelle nell'ambiente e negli alimenti.

Uno degli elementi fondamentali che abbiamo evidenziato nei nostri articoli è la necessità che, in attesa  di interventi legislativi concreti e adeguati, le imprese del settore agroalimentare comincino a ad informare il consumatore sulle proprie politiche aziendali in merito e permettendogli quindi di effettuare scelte di acquisto consapevoli.

Non si può che accogliere quindi positivamente la risposta di Coop Italia, che si è preoccupata di contattare la redazione di greenplanet per ribadire la propria scelta in questo ambito.

Coop, che si preoccupa della questione nanoparticelle sin dal 2005 ed ha pubblicato alcuni articoli a riguardo sulla rivista per i soci: "Consumatori", sostiene di non aver mai sottovalutato il problema. Infatti è una delle poche aziende in Italia ad aver richiesto l'analisi sulla presenza di nanoparticelle  nei propri prodotti proprio al laboratorio del dott. Montanari ed inoltre sta seguendo, in collaborazione con  altri istituti universitari ed enti di ricerca, un progetto finalizzato alla definizione di un metodo analitico standard e ripetibile  per l'analisi sulle nanoparticelle.

Non solo quindi Coop informa della propria attenzione, ma sottolinea un aspetto che rappresenta una vera e propria esigenza per le imprese che ritengono giusto preoccuparsi della questione: per poter effettuare controlli sistematici utili a prevenire e controllare il rischio legato alle nanotecnologie, è indispensabile poter  disporre di metodiche validate e accettate a livello internazionale, che per il momento non sono ancora disponibili e/o condivise. Infatti, secondo l'esperienza maturata dall'azienda, analisi simili in diversi  laboratori hanno comportato una difformità di risultati non trascurabile.

Coop ci tiene quindi a sottolineare, in risposta alle affermazioni del dott. Montanari nell'intervista http://www.greenplanet.net/content/view/20525/1/ che abbiamo pubblicato,  come una parte del mondo della produzione alimentare, non solo si sia mosso in risposta alla questione delle nanoparticelle, ma abbia addirittura contribuito in maniera sensibile alla causa.

Pur sostenendo per certi versi l'incertezza dei risultati scientifici relativi agli effetti delle nanoparticelle sulla salute umana e al contempo l'inadeguatezza della normativa  nazionale ed Europea, Coop precisa la propria posizione relativamente alle nanoparticelle: "In un simile contesto non ancora ben delineato, per il momento Coop ritiene giusto adottare il criterio della prudenza, evitando l'impiego delle nanotecnologie nei prodotti di consumo a proprio marchio, almeno fino a quando non si saranno create condizioni di sufficienti garanzie di sicurezza."

La scelta di dare spazio alla risposta di Coop è motivata da diverse ragioni. In primo luogo è sicuramente positivo l'approccio   di quest'azienda a uno stimolo esterno: un'impresa che si vanti di essere socialmente responsabile dovrebbe preoccuparsi, come fa Coop, di carpire gli stimoli provenienti dalla collettività e di rispondere adeguatamente alle istanze sociali, creando un ponte di comunicazione bi-direzionale, "facendo impresa" senza trascurare il proprio impatto su ambiente, clienti, collettività. Al contempo è anche importante diffondere questa comunicazione attraverso lo stesso canale che si è preoccupato di informare a proposito di una certa preoccupazione nella speranza di ottenere una reazione positiva, cosa che è avvenuta.

La speranza, in questo senso, è anche che il mondo produttivo del settore alimentare possa in un certo modo affiancarsi a Coop o seguirne l'esempio: considerate le dimensioni e la visibilità di questa azienda, infatti, essa potrebbe tranquillamente rappresentare un leader in termini di approccio consapevole alle nanotecnologie sull'intero mercato alimentare, contribuendo a risvegliare quella parte dell'opinione pubblica ancora dormiente e a diffondere "buone pratiche" all'interno del mondo imprenditoriale.


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