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AZBIO DIMENTICA LA COOPERATIVA ALCE NERO

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Una lettera aperta di Gino Girolomoni indirizzata al direttore di Edagricole, segnala delle omissioni nel servizio giornalistico "Il bio made in italy conquista il mondo" pubblicata sulla rivista Azbio.


Riceviamo e pubblichiamo

Isola del Piano, lì 15/02/2008

Lettera aperta al Signor Direttore di AZBIO periodico di Ed agricole, Elia Zamboni

Oggetto: servizio "Il bio made in Italy conquista il mondo".

gino_girolomoni.jpg Egregio direttore, le scrivo da lettore e da inserzionista per manifestarle una certa meraviglia nel vedere oscurata la mia azienda sul servizio in cui si parla della pasta bio italiana che conquista il mondo.

In particolare ci sono due omissioni : 1) Il processo di Urbino del 1979 sulla pasta integrale e 2) Un pò di numeri sulle produzioni.

Il processo di Urbino fu intentato contro la cooperativa Alce Nero in quanto la legge 580 del 1967 vietava di produrre pasta integrale.
Il pretore di Urbino con una sentenza memorabile che liberò la pasta integrale sentenziava che la suddetta Legge non vietava la produzione di pasta integrale, bensì vietava di chiamarla pasta. E noi fummo assolti perché sulle confezioni avevamo sempre scritto "integrale di grano duro". Perché omettere il protagonista di quel processo e di quella importante battaglia che ci perseguita per 17 anni?
Soprattutto in riferimento al punto2: nell'articolo si afferma che in Italia si producono 300.000 mila quintali di pasta biologica, il nostro pastificio ne produce ben 50.000 e ne esporta il 90 per cento in tutto il mondo attraverso le più importanti società  che operano nella distribuzione dei prodotti biologici.


Per professionisti seri come voi mi sembrano lacune molto gravi che penalizzano il nostro quasi quarantennale lavoro.
Io non pretendo nulla, volevo solo farvi notare un'incongruenza che considero grave.

Con molti cordiali saluti.

Gino Girolomoni
Presidente di Alce nero Cooperativa
 

Video: Non è vero che tutto va peggio