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LE NAVI INQUINANO PIÙ DEGLI AEREI E NESSUNO LO SAPEVA |
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Wednesday 13 February 2008 |
Le rotte del commercio della marina mercantile sono da
sempre molto utili per disegnare il tragitto della globalizzazione. Ma ora ci
spiegano anche la strada dell'inquinamento.
Una studio dell'Onu rivela come le navi incidano sui livelli
di inquinamento almeno tre volte più di quanto si era sempre pensato fin'ora.
Il concetto di food mile e la preoccupazione abbastanza recente sulle emissioni
di gas serra si è sempre concentrata sull'impatto provocato dagli aeroplani. Il
tema è talmente diffuso in Gran Bretagna da coinvolgere il settore del biologico.
Ma lo studio dell'Onu, che non è ancora stato ufficialmente
presentato, calcola che le emissioni di Co2 prodotte annualmente dalla navi
mercantili raggiungono 1.12 miliardi di tonellate, cioè circa il 4.5% delle
emissioni globali di gas serra; mentre gli aerei ne producono la metà, ovvero circa 650 milioni di tonnellate.
Questo dimostra come la marina mercantile sia uno dei
principali fattori collegati all'attività umana, responsabili della produzione
di Co2, subito dopo le automobili, le abitazioni, l'agricoltura e l'industria.
I dati raccolti, inoltre, evidenziano come la quantità di
agenti inquinanti, collegati all'attività del settore navale, aumentino con una
velocità superiore al Co2. Emissioni solforose o di combustione sono responsabili
dell'insorgenza di cancro ai polmoni. Nei prossimi 12 anni, a causa delle
piogge acide, si prevede che i problemi respiratori aumenteranno del 30% e le zone a maggior rischio inevitabilmente
coincidono con le rotte navali.
"Questa è una chiara sconfitta del sistema," ha dichiarato Rajendra
Pachauri, responsabile IPCC, contattato dal quotidiano inglese Guardian. " L'industria
navale è sempre riuscita ad evitare la
pubblicità rimandendo fuori dal dibattito sui temi ambientali. Mi auguro che questo
tema venga preso in considerazione nel prossimo accordo dell'Onu".
Ma oltre alla preoccupazione per questa clamorosa scoperta,
bisogna capire come mai l'attenzione anche della Ue non ha mai preso in
considerazione questo ambito.
Il mese scorso, per esempio, stabilendo i settori inclusi nel piano delle quote di emissioni di gas serra, la Ue non ha incluso la marina mercantile navale - responsabile di un "risibile" 2%, era la posizione Ue - a differenza di quanto ha fatto con l'aviazione.
Di sicuro la notizia avrà delle gravi ripercussioni perché sottolineando
l'eventuale collusione tra gli interessi della categoria e la Commissione
Europea si rischia di rimettere in discussione ( ed è l'interesse di molti) la decisa
presa di posizione sui temi ambientali che la Ue ha sempre avuto. Con il
vantaggio di chi, questo è evidente, non ha certo l'interesse di difendere il
pianeta. Non poteva esserci modo
migliore per festeggiare l'anniversario del Protocollo di Kyoto...
federico bertazzo
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