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L’ACQUA DI RUBINETTO AL POSTO DI QUELLA IN BOTTIGLIA |
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Tuesday 12 February 2008 |
Negli ultimi giorni è iniziata una campagna contro l'acqua
in bottiglia. Si tratta di una proposta portata avanti da numerose città nel
mondo volta a ridurre, se non eliminare, l'uso di bottiglie di plastica, che
inquinano l'ambiente, a favore del consumo dell'acqua del rubinetto, che non
comporta rifiuti inquinanti.
Il movimento, partito da New York, va contrastare un
business molto ampio e potente, con grandi fonti di guadagno, che oggi ha
raggiunto i 100 miliardi di dollari all'anno e che continua a crescere, visto
che dal 1978 ad oggi è aumentato del 2.000%. Per produrre Pet
(polietilen-tereftalato), la plastica usata per le bottiglie, si utilizza molta
energia e si va ad aumentare l'inquinamento atmosferico. Oltre all'inquinamento
provocato dalla produzione di PET (polietilen-tereftalato) si deve aggiungere
l'inquinamento legato al trasporto. Infatti solo il 25% delle acque in
bottiglia bevute in un Paese provengono dalle industrie nazionali, le altre
devono varcare uno o più confini.
Forse vale la pena di riflettere sulla questione come alcune aziende stanno già
facendo, promettendo l'uso di materiali biodegradabili per l'imbottigliamento.
Alcuni studi compiuti dall'American Environemntal Health Center di Dallas hanno
però dimostrato che le bottiglie di plastica dell'acqua, progettate per
biodegradarsi più velocemente della plastica utilizzata per altri scopi,
rilasciano particelle (ftalati) nel liquido al loro interno e che tale rilascio,
incrementato dall'esposizione della plastica alla luce o al calore, può essere
nocivo per chi beve l'acqua.
Un discorso a parte va fatto per le sorgenti d'acqua. Molto
spesso infatti si pensa che le acque delle sorgenti siano sempre purissime
rispetto ad ogni altra riserva d'acqua. Ma non è assolutamente vero, infatti,
le acque vicino alla superficie possono raccogliere inquinanti che
difficilmente si trovano nelle acque prelevate dai pozzi municipali a centinaia
di metri di profondità. È anche assicurato che dai rubinetti, almeno dei Paesi
industrializzati, esca acqua realmente potabile grazie alle severe leggi che
riguardano i controlli sulle sostanze permesse, che per molte di esse sono più
restrittive rispetto a quelle delle acqua in bottiglia.
È stato dimostrato anche che non esiste un'ampia differenza di gusto fra
l'acqua di rubinetto e l'acqua in bottiglia. Infatti un test realizzato da
Legambiente in 6 città italiane. Pescando l'acqua da caraffe anonime e
affidandosi al palato nemmeno 2 italiani su 10 sono riusciti a individuare qual
era l'acqua imbottigliata e quale quella uscita dalle tubature domestiche.
Bisogna allora saper valutare la situazione, cioè capire se
è meglio continuare a acquistare l'acqua in bottiglia, un prodotto che può
essere nocivo per noi stessi e per l'ambiente, ma di qualità probabilmente
alta, o usufruire dell'acqua a corrente, un bene che ci perviene direttamente
nelle nostre case a un prezzo molto ridotto e con proprietà molto simili a
quelle del precedente, ma senza rischio di inquinamento.
da ambiente.it
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