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COLDIRETTI, BENE DIVIETO FRANCESE A MAIS BIOTECH |
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Sunday 10 February 2008 |
Occorre ora consolidare le scelte fatte ed archiviare
anche a livello nazionale - sostiene la Coldiretti - le insostenibili
ipotesi di coesistenza tra colture ogm e tradizionali perche', con
l'eventuale diffusione delle colture ogm, si rischierebbe di provocare
la contaminazione irreversibile delle produzioni tradizionali e
biologiche.
Un impegno per la prossima legislatura con l'esigenza di riaprire in
sede comunitaria il ‘dossier' della sicurezza degli alimenti per tenere
conto delle recenti prese di posizioni nei confronti degli ogm in
importanti paesi ma anche delle implicazioni commerciali sul tema della
clonazione che potrebbero presto portare carne, latte e formaggi
provenienti da animali clonati nel piatto dei cittadini europei.
Un
rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da
parte dei consumatori e di rispetto della biodiversita' pone -
sottolinea la Coldiretti - evidenti perplessita' di natura etica che
occorre affrontare prima che sia troppo tardi. L'Italia ha una ragione
in piu', per difendere la scelta di evitare a livello nazionale di
coltivare produzioni Ogm, perche' puo' vantare i primati raggiunti sul
piano della qualita', sicurezza alimentare ed ambientale
dall'agricoltura nazionale con la leadership nazionale di ben 163
denominazioni di origine italiane riconosciute nell'albo comunitario
sul totale di 756 (21,5 per cento) e per il fatto che una impresa
biologica europea su tre e' italiana (37,7 per cento) con la superficie
nazionale coltivata a biologico che rappresenta piu' di un quarto (27,7
per cento) del totale coltivato a livello Ue.
Ma anche - conclude la
Coldiretti - perche' ha il record assoluto del 98,5 per cento dei
campioni di frutta e verdura con residui di fitofarmaci al di sotto dei
limiti di legge che conferma gli ultimi risultati pubblicati dalla
Commissione Europea dai quali emerge che la frutta e la verdura Made in
Italy sono le piu' sicure in Europa con una presenza di residui chimici
nettamente inferiore a quella di altri Paesi produttori dove le
irregolarita' rilevate per i prodotti alimentari sono superiori di tre
volte in Germania, quattro volte in Francia e Spagna e di oltre 6 volte
in Olanda.
(AGI)
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