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SICUREZZA ALIMENTARE O SICUREZZA DEGLI INTERESSI DELLE GRANDI CORPORATION? |
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Sunday 10 February 2008 |
Lo strano strabismo dell'UE nei
confronti di Aspartame e Stevia
Rebaudiana.
Stevia Rebaudiana
Di fronte ai reiterati pareri
favorevoli a nuovi OGM e nuove sostanze chimiche da parte dell'EFSA (l'ente
preposto alla valutazione della sicurezza degli alimenti) ed alle successive
approvazioni da parte dell'UE, in molti si domandano quale sicurezza tutelino
veramente l'EFSA e la Commissione
Europea.
Torna pertanto in mente un caso
veramente emblematico ed illuminante: quello dell'aspartame, dolcificante
sintetico sospettato di essere cancerogeno, e della Stevia Rebaudiana, una
pianta originaria del Paraguay utilizzata da sempre dagli indios Guaranì come dolcificante naturale per
la loro bevanda tradizionale, il màte.
Abbastanza recentemente un nuovo
studio effettuato nei laboratori della Fondazione Europea Ramazzini (FER), molto
più esteso ed approfondito di tutti i precedenti studi, evidenziava un
incremento dose-correlato statisticamente significativo, nell'insorgenza di
linfomi e leucemie maligni del rene nei ratti femmine e di tumori maligni ai
nervi periferici nei ratti maschi alimentati con cibo addizionato con aspartame
a diverso dosaggio. L'aumento dei tumori era stato riscontrato con
significatività statistica anche a dosi inferiori a quelle ammesse per l'uomo
seconda la normativa vigente.
La FER provvedeva a trasmettere lo studio
all'EFSA (giugno 2005), chiedendo che, alla luce dei risultati emersi, venissero
riesaminati con urgenza i livelli di assunzione ammessi per l'aspartame.
Nel giugno 2006 l'EFSA, dopo
aver esaminato lo studio ed aver richiesto alla FER ulteriori dati e
chiarimenti, esprimeva il seguente parere scientifico sullo
studio:
"Il gruppo di esperti è giunto alla conclusione che, sulla
base di tutte i dati attualmente disponibili, non vi è alcuna necessità di
rivalutare ulteriormente la sicurezza dell'aspartame, né di sottoporre a
revisione la dose giornaliera accettabile (DGA) precedentemente fissata per la
sostanza".
Alla base di tale giudizio, una
serie di osservazioni relative a stati infiammatori diffusi nella popolazione
dei ratti sottoposti all'esperimento e un giudizio di non specificità per
l'aspartame delle patologie renali, oltre all'affermazione che mancava una
chiara correlazione dose-risposta.
Colpisce il fatto che il lavoro
della FER, dopo la pubblicazione dei primi risultati sul Giornale Europeo di
Oncologia, sia stato pubblicato nella sua versione definitiva sulla prestigiosa
rivista Environmental Health Perspectives e pertanto sottoposto al severo vaglio
di autorevoli revisori.
Torniamo adesso alla Stevia
Rebaudiana: l'elevatissimo potere dolcificante delle sue foglie fa della Stevia
un temibile concorrente dei dolcificanti di sintesi, in quanto, come questi, non
ha nessun potere calorico. Essa è commercializzata e usata come dolcificante in
Paraguay, Brasile, Messico e Giappone. In quest'ultimo paese, l'estratto di
Stevia è uno dei dolcificante acalorici più usati nell'industria alimentare.
Ebbene, nonostante non esistano
al mondo segnalazioni di effetti nocivi per la salute né per la stevia né per
l'estratto del suo principio attivo, la Commissione
Europea nel 2000, sentito il parere del Comitato Scientifico
SFC (l'antecedente dell'EFSA), ne ha vietato la commercializzazione come
"alimento" o "ingrediente alimentare", ammettendola solo come pianta
ornamentale. Ciò non in virtù di una supposta tossicità, bensì per la mancanza
di dati disponibili relativi alla sua innocuità.
Vediamo così come il principio
di precauzione possa essere usato in modi diametralmente opposti, ma, guarda
caso, in modo da non mettere mai a repentaglio gli enormi interessi che ruotano
attorno alla produzione degli additivi di sintesi!
Giovanni
Malatesta
Agricoltore
biologico
PS Dimenticavo: l'aspartame, brevettato
dalla G. D. Searle, società (acquisita dalla Monsanto nel 1985) per la quale ha
lavorato Donald Rumsfeld, è stato ribattezzato NutraSweet dal legale della
Searle, Robert Shapiro, divenuto poi presidente di Monsanto.
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