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L’IMPIEGO IN AGRICOLTURA DEI TELI BIODEGRADABILI AL POSTO DELLA PLASTICA |
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Sunday 03 February 2008 |
lunedì 4 febbraio, alle ore 10, all'istituto "Ignazio Calvi", via Digione 20. Finale Emilia (Mo).
L'uso di materiali biodegradabili in agricoltura si è
dimostrato possibile. Ma quali sono le metodologie impiegate? Quali risultati
ed esperienze sono state conseguite? In alcuni casi si ricorre a prodotti che
partono dal mais, per esempio i teli utilizzati per le coltivazione orticole.
Risposte e indicazioni verranno da un incontro tecnico che
si terrà su iniziativa della scuola e dell'assessorato Agricoltura della
Provincia di Modena. L'iniziativa si inserisce nel quadro delle manifestazioni
di preparazione del congresso mondiale Ifoam.
Saranno presentate esperienze e prove agronomiche
riguardanti l'impiego di alcuni materiali biodegradabili, usati principalmente
nella pacciamatura delle colture orticole.
«Il tema - osserva Graziano Poggioli, assessore provinciale
all'Agricoltura e alimentazione, che concluderà il convegno - è di stringente
attualità in un momento in cui appare sempre più urgente per tutte le attività
ridurre la quantità di rifiuti prodotti. L'agricoltura deve e può fare la sua
parte tornando ad utilizzare materiali di origine naturale, derivati da materie
prime agricole e non più dal petrolio, superare la chimica di sintesi per
passare alla chimica organica. Questo non è un ritorno al passato, ma piuttosto
- aggiunge Poggioli - la scelta di nuovi materiali, rispettosi dell'ambiente
che la tecnologia mette a disposizione; è la ricerca, la sperimentazione, è
coltivare il futuro».
In orticoltura in particolare, teli biodegradabili prodotti
a partire dal mais possono sostituire i normali teli plastici pacciamanti, non
biodegradabili e anche difficilmente riciclabili a fine ciclo colturale, il cui
corretto smaltimento costituisce un difficile problema logistico e un costo
economico ed ecologico notevole. I teli biodegradabili, invece, non devono più
essere rimossi e smaltiti, ma vanno incontro a una degradazione in tempi
programmabili, e le lavorazioni del terreno relative alla successiva coltura
sono sufficienti a farli letteralmente "sparire" nel suolo. I
materiali presentati sono compatibili sia con l'agricoltura integrata che con
quella biologica.
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