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L’IMPIEGO IN AGRICOLTURA DEI TELI BIODEGRADABILI AL POSTO DELLA PLASTICA

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lunedì 4 febbraio, alle ore 10, all'istituto "Ignazio Calvi", via Digione 20. Finale Emilia  (Mo).

L'uso di materiali biodegradabili in agricoltura si è dimostrato possibile. Ma quali sono le metodologie impiegate? Quali risultati ed esperienze sono state conseguite? In alcuni casi si ricorre a prodotti che partono dal mais, per esempio i teli utilizzati per le coltivazione orticole.

Risposte e indicazioni verranno da un incontro tecnico che si terrà su iniziativa della scuola e dell'assessorato Agricoltura della Provincia di Modena. L'iniziativa si inserisce nel quadro delle manifestazioni di preparazione del congresso mondiale Ifoam.

Saranno presentate esperienze e prove agronomiche riguardanti l'impiego di alcuni materiali biodegradabili, usati principalmente nella pacciamatura delle colture orticole.

«Il tema - osserva Graziano Poggioli, assessore provinciale all'Agricoltura e alimentazione, che concluderà il convegno - è di stringente attualità in un momento in cui appare sempre più urgente per tutte le attività ridurre la quantità di rifiuti prodotti. L'agricoltura deve e può fare la sua parte tornando ad utilizzare materiali di origine naturale, derivati da materie prime agricole e non più dal petrolio, superare la chimica di sintesi per passare alla chimica organica. Questo non è un ritorno al passato, ma piuttosto - aggiunge Poggioli - la scelta di nuovi materiali, rispettosi dell'ambiente che la tecnologia mette a disposizione; è la ricerca, la sperimentazione, è coltivare il futuro».

In orticoltura in particolare, teli biodegradabili prodotti a partire dal mais possono sostituire i normali teli plastici pacciamanti, non biodegradabili e anche difficilmente riciclabili a fine ciclo colturale, il cui corretto smaltimento costituisce un difficile problema logistico e un costo economico ed ecologico notevole. I teli biodegradabili, invece, non devono più essere rimossi e smaltiti, ma vanno incontro a una degradazione in tempi programmabili, e le lavorazioni del terreno relative alla successiva coltura sono sufficienti a farli letteralmente "sparire" nel suolo. I materiali presentati sono compatibili sia con l'agricoltura integrata che con quella biologica.

 

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