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BIOLCALENDA: ANTEPRIMA DI FEBBRAIO PDF Stampa E-mail
Saturday 02 February 2008
Nel numero di Febbraio della rivista Biolcalenda si parla di: Simboli e simbologia, Il Limone, Fagioli, Effetti del fumo, Ipnosi medica, Grafologia, OGM nel cibo, L'organismo agricolo, ...


 
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L'ARTICOLO DEL MESE

L'ORGANISMO AGRICOLO

In Europa per più di 1000 anni ci si è basati su di una struttura sociale che incarnava ciò che oggi definiamo un "organismo agricolo" a ciclo chiuso. L'organismo agricolo si basava su una struttura organizzativa e sociale che era il villaggio il quale si metamorfosa andando verso il futuro.

I vari elementi costituivano una unità in grado di soddisfare i bisogni e le necessità del singolo in maniera quasi totale; questa organizzazione vedeva al centro del cerchio (come definizione schematica) la vita spirituale, artistica e culturale le quali definivano i rapporti fra tutte le attività. Subito al di fuori del nòcciolo centrale veniva l'elemento più importante e cioè gli animali collocati nelle fattorie dove viveva anche la maggior parte della popolazione; questi animali erano usati per trainare gli attrezzi agricoli, venivano utilizzati per gli spostamenti (non esistevano la macchine) e li dove non vi fosse un corso d'acqua facevano girare le macine per la farina; fornivano risorse alimentari come latte, uova, formaggi e carne ma fornivano anche lana e il prezioso concime per i campi. Inutile dire che vi erano animali di ogni genere dal cavallo alle pecore, anatre ecc. per i quali c'era un rispetto estremo. Basti vedere alcune vecchie stalle con che cura sono state costruite!!

Al di fuori di questa cerchia importantissima vi erano gli orti. Oltre agli ortaggi negli orti crescevano anche le "infestanti" le quali non venivano considerate tali, cioè "infestanti", ma erano una risorsa ed impiegate quindi come rimedi erboristici; non si buttava niente....

Fuori dalla sfera dell'orticoltura troviamo la frutticoltura e la viticoltura con tutti i loro prodotti e derivati. Vi è quindi il seminativo che fornisce i preziosi cereali per fare il pane.

A questo punto dell'organismo, nelle cerchie più esterne, vengono collocati i pascoli che danno foraggio per il sostentamento del bestiame e le api che sono fondamentali per la vitalità di questo microcosmo e che forniscono miele.

A chiusura del tutto si trovavano i boschi (oggi completamente assenti) dai quali si ricava legna da ardere per il riscaldamento delle unità abitative e per la cottura dei cibi; quindi il bosco come fonte di energia (oggi ci sarebbe anche l'energia solare) nonché di legna per costruire attrezzi e fattorie; i boschi erano fonte alimentare (bacche, funghi ecc.) e fonte di biodiversità.

Oggi una simile organizzazione potrebbe essere una risposta concreta a problemi come quello energetico, ambientale e di crisi economica. Non si tratta di nostalgia verso ciò che non c'è più, ma si tratta di far fronte a problematiche reali sempre più evidenti; e non si tratta di applicare alla lettera ciò che si faceva un tempo ma di agire in maniera diversa dallo sfruttamento esagerato. Basti pensare alla trazione animale in agricoltura (vedi il sito www.starke-pferde.de e www.ig-zugpferde.de ) che trova sempre maggiore diffusione soprattutto per prodotti di qualità; inoltre un organismo come quello sopra citato avrebbe un bassissimo impatto ambientale e darebbe da lavorare a tutti.

Ma come è avvenuto lo smantellamento di questi organismi ?

La prima attività ad essere tirata "fuori dal cerchio" è l'orticoltura che si fa intensiva grazie alla moderna concimazione azotata. Poi è toccato alla frutticoltura con modifiche delle piante. Quindi è la volta del seminativo che diviene intensivo. Infine tocca agli animali "uscire dal cerchio" con pollame allevato in batteria ibridizzato; quindi è la volta dei suini con allevamento che può essere definito tortura (industrializzazione); poi tocca ai bovini con rese annue di latte pari a 10000 litri!

Un'esagerazione! Questa morte è avvenuta negli anni 60. Per 1000 anni questo è stato la base dell'agricoltura. Nei paesi scandinavi si è pensato di abbandonare l'agricoltura perché conviene acquistare all'estero. Oggi si può parlare di punto zero.

Occorre creare organismi agricoli o ecosistemi che possano dare una risposta concreta.


Fabio Fioravanti - Biolcalenda Febbraio 08
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