Tre famiglie su cinque avrebbero cambiato le abitudini
alimentari a causa dei forti rincari che si sono registrati nei prezzi al
consumo, anche di prodotti come pane, pasta e latte, lo ha dichiarato il presidente
di Cia nel corso della conferenza stampa di inizio anno. Inoltre, rispetto a
dieci anni fa, la spesa alimentare, che oggi si avvicina ad un quinto del
reddito familiare, è cresciuta del 28 %. Una famiglia media spende per
l'alimentazione circa 460 euro al mese. La spesa alimentare complessiva è di
135 miliardi di euro. Nei piatti degli Italiani, come evidenzia anche l'ultimo rapporto Eurispes, ci sono sempre meno frutta, verdure, pane, pasta e vino. Nel corso del 2007 gli acquisti alimentari delle famiglie sono scesi del 2 % rispetto l'anno precedente.
Nel 2007 proprio gli ingredienti tradizionali della dieta mediterranea hanno avuto un vero e proprio tracollo. I consumi di pane hanno registrato un calo del 7,5 %, quelli di pasta del 4,6 %, la frutta del 2,8, le verdure del 3,5, il vino dell'8,4 %, il latte del 2,3 %. Il calo ha coinvolto altri ingredienti della nostra alimentazione: le carni bovine sono diminuite del 3,8 %, quelle suine del 4,7 %, il latte del 2,3, i formaggi dello 0,6 %, l'olio di semi del 6 %. Sono pochi gli alimenti che hanno registrato un andamento positivo, tra questi la carne di pollo con un + 6,8 %, le uova con + 5,5 %, lo yogurt con una crescita superiore al 4 %, l'olio extravergine d'oliva con un incremento dell'1,5 %.
Le cause? Per la Cia ha inciso in maniera determinante l'impennata dei prezzi, alimentata nella stragrande maggioranza delle volte da rincari selvaggi e ingiustificati. Gli aumenti record di pane , anche + 12,3 %, pasta + 8,4 %, latte + 7,6 %, frutta + 5,6 % e verdure + 6,8 % hanno avuto un effetto negativo nella spesa alimentare degli italiani che, tuttavia, risulta ancora la voce di uscita più importante (18,8 %) dopo l'abitazione (circa 26 %).
Nell'analisi della Cia i prodotti agro-alimentari hanno risentito in maniera significativa della maggiore attenzione del consumatore a contenere e razionalizzare gli acquisti per i prodotti di base cioè quei prodotti che sono radicati nella tradizione italiana, ma che sono anche caratterizzati da livelli saturi di consumo. Al contrario il consumatore esprime una domanda più dinamica nei confronti di quei prodotti che presentano componenti aggiuntive ovvero quei prodotti ad alto valore nutrizionale.
Per quanto riguarda i prodotti tipici la situazione non è molto incoraggiante, poiché in primo luogo suscitano diffidenza nel consumatore poco propenso, a parte pochissime eccezioni, a pagare un sovrapprezzo per un prodotto con marchio Dop o Igp. Con riferimento ai prodotti tipici è, infatti, sempre più evidente il divario tra la domanda ed un'offerta che stenta a percepire i cambiamenti in atto.
Non meno incisivo sui comportamenti del consumatore è la maggiore attenzione alla natura ed all'ambiente, che rende più diffusa la domanda di prodotti biologici .
La spesa alimentare risulta così ripartita: 23,4 % carne, salumi e uova; 18,2 % latte e derivati; 16,8 % ortofrutta; 14,8 % derivati dei cereali; 8,9 % i prodotti ittici; 5,7 % le bevande analcoliche; 5,5 % le bevande alcoliche; 3,9 % olio e grassi; 2,8 % zucchero, sale, caffè, the.
La percentuale di coloro che hanno ridotto le spese per l'alimentazione si trova principalmente nelle fasce di età superiori ai 55 anni (con picchi elevati soprattutto negli over settanta) e in quelle con redditi bassi.
La cautela dei consumatori ha interessato un pò tutte le tipologie distributive. Le famiglie italiane, comunque, hanno preferito acquistare nei supermercati, negli ipermercati e nei discount, anche se si registra una leggera crescita negli acquisti presso i mercati rionali.
Oltre ai problemi economici e ai rincari che hanno caratterizzato molti prodotti alimentari, uno dei fattori che ha condizionato la spesa alimentare degli italiani -rileva la Cia- è la sicurezza e la genuinità dei cibi. Tale aspetto incide in maniera preponderante sulla classe di reddito tra i 1400 e i 2000 euro al mese.



