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RICICLO, TRASPORTI E CIBO BIOLOGICO. IN FRANCIA IL SUPERMERCATO E’ PRONTO PER LA SOSTENIBILITA’

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E propone l'immancabile etichetta.

supermarche_2.jpg La federazione francese che riunisce il settore del commercio e della distribuzione (FECD) e che rappresenta il 93% dei centri commerciali del paese e più del 80% dei supermercati e negozi di alimentari ha sottoscritto un accordo con il Ministero dell'Ambiente, che rientra nel programma della "rivoluzione ambientale" promosso in campagna elettorale da Nicolas Sarkozy.

L'impegno che vede coinvolto un settore che fattura € 178 miliardi di euro, prevede la trasformazione ecosostenibile del mercato.  Negli scorsi anni, tra il 2003 e il  2005, l'associazione ha già lanciato due progetti che puntavano a ridurre l'impatto ambientale del settore, raccogliendo risultati assai positivi dal momento che in sei anni il volume degli imballaggi sarebbe diminuito del 10 % e il numero dei sacchetti di plastica sarebbe addirittura sceso del 70%.

"Riteniamo sia giunto il momento per iniziare la terza fase," ha dichiarato Jerome Bédier, presidente dell'associazione. La terza fase, ambiziosa ma realistica prevede di raddoppiare nell'arco dei prossimi tre anni  il numero di prodotti sostenibili che i consumatori francesi possono trovare all'interno dei negozi, valutando anche la possibilità di creare appositamente un marchio "eco friendly". Inoltre in questa fase del programma si prevede di ridurre l'imballaggio di un ulteriore 10% e di riuscire a raggiungere il 75%  del riciclaggio del vetro, della carta e dei cartoni utilizzati.   

Secondo le intenzioni, la Francia vuole incrementare del 15% annuo i consumi di prodotti biologici, ma per ottenere questo, ha spiegato Bèdier, l'agricoltura del paese deve evolversi.

"I consumi di prodotti alimentari bio - ha spiegato Bèdier - oggi incidono tra l'1 e l'1.5% del nostro fatturato. L'obiettivo è quello di avvicinarci ai livelli tedeschi che ottengono tranquillamente il 3.3%".

Anche a proposito di trasporti delle merci, la Francia ha pronta una soluzione: promuovere l'efficienza energetica e ridurre la refrigerazione. Ma soprattutto, ed è il desiderio del ministro Jean-Louis Borloo, che la Francia sia la prima nazione ad introdurre l'etichetta che dichiari il costo ecologico, ovvero quella stessa idea che in Inghilterra è oggetto di studio: la quantità di co2 che il bene acquistato ha prodotto nell'atmosfera.


federico bertazzo

    

 

 

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