
"Una delle più grandi sfide a livello mondiale sarà quella di garantire un approvvigionamento d'acqua sana ed abbondante per tutti," ha detto nel discorso tenuto a Davos. "La mancanza d'acqua contribuisce alla povertà ed alle tensioni nel mondo intero - ha spiegato - dal Darfour ai Territori palestinesi e alla Colombia. Le risorse d'acqua si stanno impoverendo. La crescita della popolazione renderà il problema peggiore. Come il cambiamento climatico. Così come crescerà l'economia mondiale, crescerà la sete".
Il segretario generale dell'Onu ha citato il recente rapporto di International Alert che individua 46 Paesi, in cui vivono 2,7 miliardi di persone, in cui il cambiamento climatico e la crisi idrica stanno creando un elevato rischio di conflitti violenti, mentre altri 56 Paesi, dove vivono 1,2 miliardi di persone, sono a rischio di instabilità politica.
"Questo non è un problema di ricchi o poveri, di nord o sud. Si verifica in tutte le regioni", ha dichiarato Ban Ki-moon e ha fatto l'esempio di Cina, Usa, Spagna, India, Pakistan, Bangladesh e Corea del sud. Occorre adattarsi a questa nuova realtà come ai cambiamenti climatici, ha spiegato. "Ci sarà ancora abbastanza acqua per tutti noi - ha quindi spiegato - ma solamente se potremo preservare la sua qualità, se la sfrutteremo in maniera più saggia e la condivideremo in maniera più equa. Tra gli obiettivi del millennio per lo sviluppo è previsto di dimezzare la quantità di persone senza accesso all'acqua potabile entro il 2015".
Ha annunciato che vorrebbe riunire i leader mondiale per discutere di quegli obiettivi, in particolar modo per gli aspetti che riguardano l'Africa.
"I governi devono impegnarsi a fondo e anche il settore privato ha un ruolo da svolgere in questo sforzo," ha inoltre dichiarato. L' United Nations Global Compact, un'iniziativa che vorrebbe rendere la globalizzazione più equa promuovendo i diritti umani e dei lavoratori e le norme ambientali, ha lanciato a Luglio il "Ceo Water Mandate" per stimolare le imprese ad impegnarsi nel settore della distribuzione "giusta" dell'acqua. Ma sono solo 20 le aziende che hanno aderito all'iniziativa, ha ammesso con rammarico Ban ki-moon. "Forse una goccia nel mare, ma mi piace pensare che sia la prima piccola onda alla quale se ne uniranno altre per prendere vigore e diffondersi in tutto il mondo».
da Greenreport



