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Friday 25 January 2008 |
Entro 2013 è previsto un calo stimato tra il 40 e il 70%. Lo
dice Nomisma.

Uno studio presentato oggi da Nomisma, nel corso di un
convegno organizzato da Confagricoltura, rivela che la disponibilità sul
mercato di mais non geneticamente modificato subirà un calo sostanziale.
Si
prevede, inoltre, che da qui al 2013 l'Italia rivedrà la propria posizione in
materia di ogm anche perché "il mais non geneticamente modificato disponibile
sui mercati internazionali, si potrebbe ridurre dagli oltre 43 milioni di
tonnellate attuali, a un volume compreso tra i 13 e i 26 milioni".
Chiaramente anche il prezzo del non ogm subirà delle
ripercussioni ed aumenterà, secondo le stime,
oltre il 4% dell'attuale differenza, che si ripercuoterà sull'intera
filiera.
Secondo lo studio, l'aumento dei prezzi concorrerà a
ridisegnare l'assetto mondiale del settore, con una quota di prodotto ogm che
potrebbe raggiungere fino al 86% del totale, quando nel 2006 raggiungeva il 49%
da MF
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