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Oct 06th
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IL BIOLOGICO, GLI OGM E … LA GERMANIA

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Il tema dell'etichetta dei prodotti, sollevato con la novità tedesca sugli alimenti ogm, ma anche il testo di legge sul biologico in discussione in Italia.

Pubblichiamo questo contributo che abbiamo ricevuto.


frutta_organic.jpgMentre in Italia Federbio, che raggruppa i principali organismi di controllo del biologico e alcune fra le più rappresentative associazioni di produttori biologici, propone di sopprimere dal testo base della nuova legge sul biologico, in fase di discussione, il comma che esclude la presenza anche per contaminazione accidentale di OGM nei prodotti biologici,  in Germania il Ministro dell'Agricoltura Gert Lindemann  annuncia che la Germania ha deciso di dotarsi di un marchio "OGM-free" per tutti i prodotti, convenzionali o biologici che siano. Etichette con l'indicazione "senza OGM" potranno essere così apposte anche su confezioni  di latte, uova o carne e garantiranno che gli animali non hanno ricevuto alcun alimento geneticamente modificato.
Due strategie molto diverse, una difensiva e l'altra di attacco, ad un problema che tra poco meno di un anno diventerà scottante, con l'entrata in vigore del nuovo regolamento comunitario sul biologico..
Come è noto, infatti, il nuovo regolamento CE entrerà in vigore al 1 gennaio 2009 e, se recepito tal quale nella legislazione dei singoli paesi, consentirà di non indicare nelle etichette presenze di OGM  inferiori a 0.9%, tanto nei prodotti convenzionali quanto in quelli biologici. In questi ultimi, per altro, tale presenza deve essere di natura accidentale, in quanto in agricoltura biologica il regolamento mantiene il divieto di usare organismi transgenici o loro derivati. Ciò, comunque, al consumatore finale poco interessa: che la presenza degli OGM sia accidentale o deliberata, poco cambia, perché sempre di OGM si tratta.
Tuttavia, il nuovo regolamento comunitario non esclude che i singoli paesi possano adottare norme più restrittive per i propri prodotti; pone tuttavia una condizione, ossia che le norme in questione siano applicabili anche alla produzione non biologica.
La mossa tedesca appare quindi molto ben giocata: si fissano regole comuni al biologico e non biologico che garantiscono al consumatore l'assenza di OGM nei prodotti recanti il marchio "esente da OGM" ed in questo modo si muniscono questi prodotti di un poderoso ariete capace di sfondare nel mercato comunitario e non solo, sbaragliando la concorrenza di tutti quei prodotti che non recano simile indicazione in etichetta.
Per questo la titubanza di Federbio ad accettare una tolleranza zero anche per le contaminazioni accidentali è perdente: proviamo ad immaginarsi come si comporterebbe un qualsiasi consumatore europeo che trovasse sul medesimo scaffale due prodotti simili, una tedesco con la scritta "senza OGM" ed uno italiano, biologico, privo di tale scritta ... Il dubbio che quello italiano possa contenere OGM potrebbe disorientarlo e fargli preferire quello tedesco, senza più considerare che questo potrebbe contenere tracce di pesticidi ...
La strada maestra è quindi segnata: fare in modo che il prodotto biologico italiano possa garantire la totale assenza di OGM e al tempo stesso creare una filiera convenzionale, centrata sui prodotti tipici della nostra tradizione anch'essa al 100% OGM-free.
Le scelte coraggiose, alla lunga, sono quelle vincenti: dobbiamo restituire in modo durevole e sostanziale affidabilità e credibilità alle nostre produzioni, pena una irreversibile crisi che rischia di travolgere l'intero settore delle produzioni agricole, e non solo di quelle biologiche.

 
di Giovanni Malatesta

agricoltore biologico - Toscana

 

 

 

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