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SOLO CON L’INNOVAZIONE È POSSIBILE LO SVILUPPO SOSTENIBILE. LO DICE LO STATE OF THE WORLD 2008 |
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Saturday 19 January 2008 |
Il rapporto 2008 del Worldwatch Institute sullo stato del
pianeta è dedicato alle innovazioni nel campo dell'economia sostenibile.
Partendo dalle nuove lampadine ad alta efficienza energetica
che vengono distribuite in California
viene spiegata la nuova strategia che in America ma anche da
noi i distributori di elettricità stanno attuando: ridurre il consumo energetico.
Aziende e utility stanno investendo, in linea con gli obiettivi statali, in
campagne pubblicitarie e coinvolgono pure grandi associazioni ambientaliste: in
Italia Wwf e Legambiente e in California Sierra club e Girl Scouts of America. Secondo
lo State of the world 2008 questo sarebbe il segnale più riconoscibile da parte
dei consumatori per comprendere lo
sforzo che investitori, produttori, responsabili politici e consumatori stanno
facendo per trovare metodi redditizi e contemporaneamente sviluppare
sostenibilità ambientale.
Il Worldwatch
Institute cita l'esempio della Ue che riesce, con le sue direttive e regolamenti,
a costringere le altre nazioni ad uniformarsi nelle norme di sicurezza ed
efficienza in materia ambientale e chimica, pur di mantenere posizione
competitiva sul ricco mercato comunitario. Questo non toglie che, come
sottolinea il presidente del Worldwatch Institute Christopher Flavin: "Il degrado
ambientale continua a minacciare l'economia mondiale, con ampie conseguenze
sugli ecosistemi e sulle società umane". Nonostante nello stesso tempo sia in
atto, continua a spiegare: "Un'ondata di innovazioni senza precedenti per
contrastare queste minacce. Queste innovazioni si sono moltiplicate ed hanno
raggiunto dimensioni ragguardevoli. Le prospettive di un'economia sostenibile
sono molto brillanti».
Il rapporto descrive una serie di nuove opportunità
economiche dell'economia "verde" che stanno attraendo forti investimenti e calcola
che nel 2006 sono stati investiti 52 miliardi di dollari nelle energie
rinnovabili e nei biocarburanti, circa tre volte più di quanto è avvenuto nel
2005. Nel 2007 potrebbero essere raggiunti i 66 miliardi di dollari. Il carbon
trading, il commercio delle quote di co2, ha raggiunto i 30 miliardi di dollari
nel 2006, quasi tre volte più dell'anno precedente. Aziende a forte innovazione
stanno rivoluzionando la produzione industriale, per esempio la Dupont ha
ridotto le sue emissioni di gas serra del 72% rispetto ai livelli del 1991,
risparmiando anche 3 miliardi di dollari nell'intero processo. "L'energia
rinnovabile sta cercando di svilupparsi per conto suo. Già non necessita più di
molti aiuti da parte degli ambientalisti", ha affermato Gary Gardner,
ricercatore del Worldwatch. Lo stesso vale per i sistemi di efficienza
energetica che stanno prendendo sempre più piede, soprattutto nei Paesi
sviluppati. La pubblicazione fa l'esempio di Citigroup, una delle più grandi
banche del mondo, che ha annunciato un piano di investimento di 50 miliardi di
dollari per un programma di analisi e strategie contro gli effetti del
cambiamento climatico. Citigroup non lo fa per filantropia ambientalista, visto
che è il principale finanziatore dell'energia prodotta con combustibili fossili
e dell' industria mondiale del carbone. Secondo
Gardner anche i grandi costruttori automobilistici si dovranno adeguare: "General
Motors ed altre compagnie stanno passando dalla negazione al negoziato sul
cambiamento climatico". Ciò non toglie che senza obblighi e norme precise: "La
maggioranza delle attività di molte delle multinazionali e dei paesi inclusi in
questo report siano dannose per l'ambiente. Le aziende e i governi stanno
semplicemente iniziando a comprendere cosa sia un'economia sostenibile".
Secondo Christopher Flavin: "La continuazione del progresso umano dipende da
una trasformazione economica che è più profonda di qualunque si sia vista
nell'ultimo secolo. Dobbiamo praticare un approccio sostenibile all'economia
che accresca la capacità dei mercati di destinare risorse scarse ed allo stesso
tempo di riconoscere esplicitamente che la nostra economia dipende dal più
ampio ecosistema che la contiene».
Secondo il Worldwatch abbiamo appena messo il piede solo sul
primo dei gradini della scala dell'economia sostenibile e non c'è ancora alcuna
garanzia che andremo avanti, anche perché non manca chi vuole bloccare il cammino
avviato. Perché non crede che si possa cambiare o perchè ritiene che questo
possa danneggiare i propri interessi. "Il consumismo è la noce più dura da rompere
- dice Gardner. Gli attuali livelli di consumo dei paesi ricchi sono
insostenibili e buona parte del resto del mondo chiede di vivere come il
cittadino medio statunitense. L'innovazione è davvero necessaria per dimostrare
che possiamo avere una vita migliore con meno».
da greenreport
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