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CLONARE ANIMALI PER RICAVARNE CIBO NON È ETICO

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Lo ha stabilito l'EGE, il comitato di esperti in bioetica della Ue.

ege.jpg Pochi giorni dopo che l'Efsa ha confermato i risultati già diffusi dall'autorità statunitense Fda, secondo cui non ci sarebbero motivi per non considerare commestibile la carne proveniente da animali clonati, così come le uova ed il latte, il pool di esperti di bioetica ( European Group on Ethics), che si è espresso per conto della Ue, ha sollevato interessanti elementi.
"Non esistono argomenti convincenti che giustifichino la produzione di alimenti da cloni o da loro figli," emerge dall'EGE.
La Comissione Europea ha organizzato un gruppo di ricerca e lavoro composto da 15 esperti, per affrontare i temi della bioetica ed esprimersi su questioni inerenti la scienza, le nuove tecnologie ed indirizzare la legislazione. Il gruppo è stato riunito nel febbraio 2007 proprio per seguire gli sviluppi inerenti la clonazione, questo in concomitanza con le notizie che giungevano dagli Usa dove la Fda iniziava l'iter per l'autorizzarne la produzione.
"Tenendo in considerazione l'attuale livello di sofferenze e malattie a cui gli animali clonati e le loro fattrici sono sottoposti - ha comunicato ieri il comitato - l'EGE dubita che clonare animali per ricavarne cibo possa essere etico".
Circa il 20% degli animali clonati appena nati non riescono a superare le prime 24 ore e un altro 15% non riesce a superare lo svezzamento, dichiara il documento della EGE.
"E' necessario analizzare e considerare le implicazioni di natura etica, legale e sociale a proposito della clonazione di animali per la produzione alimentare," avvisa l'EGE che insiste anche sulla necessità di studiare la percezione dei consumatori.

 

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