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CLONARE ANIMALI PER RICAVARNE CIBO NON È ETICO |
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Saturday 19 January 2008 |
Lo ha stabilito l'EGE, il comitato di esperti in bioetica
della Ue.
Pochi giorni dopo che l'Efsa ha confermato i risultati già
diffusi dall'autorità statunitense Fda, secondo cui non ci sarebbero motivi per
non considerare commestibile la carne proveniente da animali clonati, così come
le uova ed il latte, il pool di esperti di bioetica ( European Group on
Ethics), che si è espresso per conto della Ue, ha sollevato interessanti
elementi.
"Non esistono argomenti convincenti che giustifichino la produzione
di alimenti da cloni o da loro figli," emerge dall'EGE.
La Comissione Europea ha organizzato un gruppo di ricerca e
lavoro composto da 15 esperti, per affrontare i temi della bioetica ed
esprimersi su questioni inerenti la scienza, le nuove tecnologie ed indirizzare
la legislazione. Il gruppo è stato riunito nel febbraio 2007 proprio per
seguire gli sviluppi inerenti la clonazione, questo in concomitanza con le notizie
che giungevano dagli Usa dove la Fda iniziava l'iter per l'autorizzarne la
produzione.
"Tenendo in considerazione l'attuale livello di sofferenze e
malattie a cui gli animali clonati e le loro fattrici sono sottoposti - ha
comunicato ieri il comitato - l'EGE dubita che clonare animali per ricavarne
cibo possa essere etico".
Circa il 20% degli animali clonati appena nati non riescono
a superare le prime 24 ore e un altro 15% non riesce a superare lo svezzamento,
dichiara il documento della EGE.
"E' necessario analizzare e considerare le implicazioni di
natura etica, legale e sociale a proposito della clonazione di animali per la
produzione alimentare," avvisa l'EGE che insiste anche sulla necessità di
studiare la percezione dei consumatori.
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