Per la Cia si tratta di un provvedimento importante,
attraverso il quale si impedisce di ingannare i consumatori. Vendere come
Italiano olio extravergine ricavato invece da miscugli diversi e soprattutto da
olive provenienti da altre nazioni, come Grecia, Tunisia e Spagna è un fenomeno molto diffuso e che ogni anno
provoca al nostro settore olivicolo un danno superiore ai 650 milioni di euro. L'Italia,
dichiara la Cia, è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una
produzione che supera le 500.000 tonnellate (ricavate da 250 milioni di
piante), due terzi delle quali extravergine e con molte Dop e Igp. Da non
dimenticare poi il biologico, precisa. Il tutto per un valore produttivo che si
avvicina ai 2,2 miliardi di euro.Secondo la Coldiretti ora è necessario attivare i controlli negli stabilimenti per assicurare che tutti gli oli etichettati rispettino le condizioni fissate dal Decreto che prevede che sulle confezioni di vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l'olio.
Se le olive sono state prodotte in più paesi, questi andranno tutti indicati in ordine di quantità decrescente, per i trasgressori di ogni singola violazione sono previste multe fino a 9.500 euro.
Per Coldiretti quasi la metà dell'olio "italiano" venduto sul territorio nazionale è spremuto da olive di cui non si conosce la provenienza che, grazie al provvedimento, dovrà invece essere indicata in etichetta per fare finalmente chiarezza per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli. Inoltre se l'olio extravergine in vendita nei prossimi giorni non riporterà queste indicazioni significa si tratta di olio straniero o ottenuto da miscugli di olive con origine anche diversa da quella nazionale. L'assenza di indicazioni sull'origine delle olive può invece significare due cose, specifica Coldiretti: o il mancato rispetto della legge o il fatto che si tratta di olio imbottigliato prima del 17 gennaio per il quale il decreto concede la possibilità di 18 mesi di tempo per la commercializzazione.
L'olio extravergine d'oliva italiano ( elaborazione Coldiretti)
Patrimonio olivicolo nazionale: 250 milioni di piante
Produzione nazionale annata 2007/2008: 5 milioni di quintali
Posizione a livello europeo: 2° produttore Ue dopo la Spagna
Calo produzione nazionale rispetto 2005/2007: 15 per cento
Incremento importazioni: + 25 per cento in primi 9 mesi del 2007
Consumo nazionale : 14 kg a testa
Calo consumi -1,2 per cento in primi 9 mesi 2007
Oli extravergine d'oliva Dop/Igp: 38
Fatturato settore: 2 miliardi di euro
Impiego di manodopera: 50 milioni di giornate lavorative



