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PRIMI PASSI PER IL FORUM SULL'ACQUACOLTURA BIOLOGICA

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Fra un anno esatto entrerà in vigore il nuovo regolamento 834/2007/Ce che avrà un ruolo propulsivo per la domanda di prodotti ittici biologici. Di questo e di altre tematiche, relative tra l'altro alla sicurezza alimentare e alla certificazione, si è parlato nel corso di un incontro svoltosi a Roma che ha fornito un quadro completo del sistema produttivo nazionale nel settore.

acquacultura.jpg Dare vita ad un Forum permanente nel settore dell'acquacoltura biologica significa creare un luogo in cui poter convogliare tutte le istanze della filiera.
Il 13 dicembre il primo incontro ha raccolto una forte partecipazione di tutti gli addetti ai lavori che si sono confrontati su tematiche sia orizzontali, come la sicurezza alimentare e la certificazione, che verticali, come le materie prime e le forme di allevamento impiegate.
La sessione introduttiva ha definito il quadro di riferimento dell'acquacoltura biologica in prospettiva dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2009, del nuovo Regolamento 834/2007/Ce che avrà senza dubbio un ruolo propulsivo nei confronti della domanda di prodotti ittici biologici.
Questo anche in considerazione del valore promozionale e commerciale della certificazione di "qualità biologica" che è percepita dal consumatore come garanzia di pratiche produttive ecosostenibili e con una serie di plus di processo e di prodotto.
Allo stesso tempo non bisogna dimenticare l'effetto della certificazione stessa sugli aspetti operativi e gestionali, il cui miglioramento deve essere garantito da un organismo di controllo affidabile e indipendente.
Uno dei punti di sviluppo chiave per il settore è l'opportunità di migliorare la gestione della tracciabilità e di favorire accordi commerciali con la grande distribuzione, garantendo al contempo regole produttive precise ed effettive per tutti gli anelli della supply chain.
Gli interventi programmati hanno dato un quadro completo dei punti di vista e delle questioni aperte circa il sistema produttivo nazionale dell'acquacoltura biologica.
Le Associazioni di categoria del mondo cooperativo hanno indicato in maniera compatta la necessità di cogliere l'opportunità offerta dal mercato dei prodotti da acquacoltura biologica che potrà finalmente uscire dalla nicchia attuale e svilupparsi secondo direttrici già delineate commercialmente. Cercare di entrare nel mercato organizzato passa anche attraverso la catalizzazione e il confronto degli operatori su tematiche come quelle ambientali, per cui occasioni come il Forum permanente sono state valutate come estremamente significative.
Ruolo centrale nella discussione è stato quello relativo al benessere animale, considerata questione peculiare che caratterizza il metodo di produzione biologico in acquacoltura: sono stati analizzati in particolare i punti operativi critici anche alla luce di quanto emerge dagli indirizzi comunitari che negli ultimi anno hanno posto al centro dell'agenda politica su agricoltura e pesca il corretto trattamento degli animali in ogni fase della filiera produttiva.
Un'altra questione emersa è quella connessa agli indicatori di un prodotto biologico di acquacoltura con riferimento alla sicurezza alimentare, considerata ormai prerequisito dai consumatori; si è altresì posto l'accento sull'importanza della sensibilizzazione e della corretta informazione soprattutto nel delicato settore dei consumi alimentari che hanno nella pubblicità e nell'etichettatura i veicoli primari per compiere scelte consapevoli.
La giornata è proseguita nel pomeriggio con i contributi tecnico-scientifici che hanno affrontato alcune questioni operative considerate critiche, come le forme di allevamento e i descrittori biologici di qualità dello sviluppo, i quali rappresentano argomenti da discutere nell'ambito della definizione dei protocolli produttivi di settore.
Al proposito anche gli studi effettuati sulle composizioni mangimistiche da impiegare, con particolare attenzione al confronto fra le materie prime di origine animale e vegetale, rappresentano un contributo fondamentale.
La sessione tecnica si è conclusa con le testimonianze operative circa le esperienze di troticoltura biologica nel Veneto e nel Lazio: attività, queste, che hanno contribuito a chiarire molte tematiche di natura economica, tecnologica e gestionale anche attraverso il rapporto diretto con gli allevatori.
Gli interventi politici hanno ribadito la rilevanza strategica del comparto per lo sviluppo anche di aree svantaggiate, precisando che le occasioni di confronto rappresentano momenti centrali per giungere a proposte condivise nella definizione degli aspetti tecnici che devono integrare necessariamente le proposte di legge.
Al proposito il Ministro Paolo De Castro, raccogliendo gli indirizzi espressi dalla Commissione europea, ha ribadito la volontà politica di convogliare le istanze che attraverso momenti come quello del Forum permanente possano raggiungere le sedi istituzionali per la traduzione in atti normativi: l'obiettivo è di garantire regole chiare agli operatori e prodotti realmente biologici ai consumatori.

Da Ministero Agricoltura