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CROLLO DEI RACCOLTI PER COLPA DEL CLIMA. LO DICE LA COLDIRETTI. PDF Stampa E-mail
Tuesday 04 December 2007

A causa dei cambiamenti climatici è prevista una riduzione del 16 per cento della produzione agricola mondiale per il 2020 con l‘effetto di uno stabile aumento dei prezzi internazionali.



sun2.jpgE' quanto afferma la Coldiretti sulla base delle analisi dell'International Food Policy Research Institute divulgate in occasione della Conferenza di Bali. In base alle analisi, sottolinea Col diretti, è finito il tempo dei prodotti agricoli a buon mercato e dopo un lungo periodo con prezzi in continua riduzione si sta registrando una inversione di tendenza strutturale. Le cause sono da ricercare nei cambiamenti climatici che provocano una riduzione delle terre coltivate e un calo delle rese produttive, nella domanda crescente di prodotti alimentari come latte e carne da parte di paesi come India e Cina, e inoltre nel crescente sviluppo dei biocarburanti.
Si tratta di un' analisi coerente con quanto già evidenziato dall' Ocse, secondo cui ci sono forti ragioni per ritenere che i prezzi rimarranno in futuro più alti, dal 20 per il manzo al 50 % per il formaggio. Le proiezioni sull'andamento dei prezzi dei cereali da qui al 2016 indicano che i prezzi, i picchi registrati nel 2007, scenderanno solo leggermente per assestarsi su quote comunque alte: il frumento sui 180 dollari a tonnellata, il mais sui 140 dollari a tonnellata, il riso sui 320 dollari a tonnellata e l'olio di semi sui 300 dollari a tonnellata. Per quanto riguarda carne e latticini, le previsioni danno la carne a quota 300 dollari al quintale, la carne di maiale a 160 dollari al quintale, la carne di pollo a 170 dollari al quintale, il burro a 220 dollari al quintale, il latte in polvere sui 250 dollari al quintale. " Si tratta di uno scenario che prefigura un cambiamento e un ruolo nuovo e centrale per l'agricoltura nei prossimi anni," ha dichiarato Sergio Marini, presidente Coldiretti. "Sia nella fornitura di beni alimentari che come opportunità per lo sviluppo di alternative energetiche - ha quindi continuato - questo deve significare una nuova attenzione per sostenere la crescita del settore a livello nazionale". Con una riduzione record dei raccolti per olio (-17 per cento), vino (-12 per cento), frutta e agrumi (-5,4 per cento) i cambiamenti climatici - conclude il comunicato - hanno già fatto sentire il proprio effetto sulla produzione agricola italiana del 2007 dopo che sia l'inverno che la primavera avevano fatto segnare i rispettivi primati stagionali degli ultimi 200 anni per l'elevata temperatura.

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