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OGM. SCIENZIATI, LOBBISTI E... ISTITUZIONI EUROPEE |
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Sunday 02 December 2007 |
Il rapporto tra l'industria
biotecnologica e la Commissione Europea prodotto da
Friends of the Earth.
TROPPO VICINI SUSCITANDO PREOCCUPAZIONE
Non è un segreto che la classe
politica europea ha adottato l'agenda neoliberale. Nel campo della
produzione di cibo e dell'agricoltura questo si traduce
nell'attuazione di un'agricoltura intensiva altamente tecnologica
con l'uso e la produzione di prodotti brevettati (pesticidi,
sementi geneticamente modificate, ecc), che creano ricchezza per
l'industria europea. Lo scopo fondamentale, dichiarato in modo
esplicito negli obiettivi della politica dell'UE, quali l'Agenda
di Lisbona, è di far diventare l'Europa un leader
nell'economia globale. Questo è stato espresso con diversi
slogan politici - quello della "Biosocietà" degli anni
'80, quello dell' "Economia basata sul sapere" degli anni '90
e la "Bioeconomia basata sul Sapere" (KBBE) nella decade attuale.
I problemi che la nostra società
deve affrontare - cibo, salute, biodiversità, creazione di
posti di lavoro - vengono usati per giustificare questi scopi
politici ed economici, che quindi diventano possibili se non
inevitabili. Ad esempio, "non possiamo non avere cibo e colture
geneticamente modificati perché creano posti di lavoro" è
un ragionamento che sentiamo spesso. Ma i dati effettivamente
indicano che non è così, e che sono altri tipi di cibo
e agricoltura, come l'agricoltura biologica, che stanno creando
posti di lavoro, che mostrano una crescita rapida e che stanno
stimolando le economie rurali. Tuttavia queste alternative sono state
messe in secondo piano dalla "mentalità" della KBBE.
Questo rapporto esamina uno dei
risultati di questa mentalità e agenda politica - quello del
potere delle lobby degli enti corporativi ed il loro accesso ad una
delle istituzioni chiave dell'UE, la Commissione Europea. Questo
non è uno studio esauriente sulle lobby per l'agricoltura
biotecnologica a livello dell'UE, piuttosto si concentra su un solo
gruppo di pressione per le biotecnologie molto importante -
EuropaBio - e sui recenti esempi del rapporto molto intimo tra le
società che possono trarre notevoli profitti dall'agricoltura
biotecnologica ed i decisori politici della Commissione Europea.
La Commissione Europea è il
braccio esecutivo dell'Unione Europea ed è costituita da 40
Direzioni Generali (DG) - l'equivalente dei ministeri a livello
nazionale. Le attuali leggi dell'UE per i cibi e le colture
geneticamente modificati (noti come GM od OGM) rientrano nelle
competenze delle Direzioni Ambiente e Salute. Il Commissario per
l'Ambiente ha adottato un approccio chiaramente precauzionale nei
confronti di questa tecnologia, in linea con il suo mandato. Tuttavia
questo non va d'accordo con il concetto della KBBE e la DG Ambiente
è stata singolarmente isolata e messa in disparte nelle
decisioni politiche della Commissione, a seguito di forti pressioni
delle DG per Commercio, Ricerca, Agricoltura, Impresa e Industria,
Mercati Interni, come pure del Segretario Generale della Commissione
e persino del suo Presidente Barroso.
EuropaBio è uno dei gruppi di
pressione più importanti e più attivi sui cibi e le
colture GM a livello di UE e si vanta di avere "eccellenti rapporti
di lavoro" con la Commissione europea. Gli sforzi della lobby per
le biotecnologie agrarie del gruppo sono capeggiati da Bayer
Cropscience, Dupont/Pioneer, Monsanto e Syngenta. Poiché il
mercato dei cibi e delle colture GM è dominato da questi pochi
enti corporativi molto grandi, EuropaBio sta essenzialmente
promuovendo gli interessi di queste multinazionali presso la
Commissione europea e altrove.
Questo avviene, tra l'altro, mediante
colazioni di lavoro, incontri politici, incontri appositi sia privati
che pubblici. La sfera di influenza va dai policy officers fino ai
livelli più elevati della Commissione, con moltissimi eventi
dell'industria biotecnologica frequentati da un gran numero di
membri della Commissione. La loro presenza regolare agli eventi di
EuropaBio suggerisce fortemente che la loro è di fatto una
presenza abitudinaria. Infatti, durante una giornata per stabilire le
linee politica a EuropaBio, alcuni membri importanti della
Commissione sono stati descritti come "estremamente entusiasti"
delle biotecnologie.
La lobby per le biotecnologie ed le
corporazioni che la compongono sono membri di gruppi di lavoro e reti
della Commissione. Tra queste c'è una rete con gli Stati
Membri e la Direzione Generale Imprese della Commissione europea.
L'industria biotecnologica è anche molto bene rappresentata
nel Gruppo Consultivo per la Competitività delle Biotecnologie
della Commissione Europea, la cui esistenza è di fatto
inserita nella Strategia per le Biotecnologie dell'UE. Queste
influenze hanno portato la Commissione a promuovere meno regolamenti
e più attività finanziarie e finanziamenti per le
ricerche per un settore che il pubblico ha nettamente rifiutato negli
ultimi dieci anni. Tanto è il sostegno dato dalla Commissione
ai cibi e alle colture GM che sono persino arrivati a far finta di
non sapere del rifiuto del Parlamento europeo di accettare che i cibi
e le colture GM siano buoni per la competitività dell'UE
EuropaBio si è anche vantata
della sua campagna di pressioni mirate ai finanziamenti per le
ricerche che ha portato le biotecnologie agrarie ad essere uno dei
temi più importanti nel programma di ricerche dell'UE da 53
bilioni dei euro. La Commissione Europea sostiene fortemente le
associazioni "pubblico - privato", con specifiche piattaforme
riguardanti le tecnologie per i cibi e le colture GM, i
bio-combustibili e più in generale i cibi. Queste iniziative
vengono presentate in modo piacevolmente abbellito, ma in sostanza
riguardano l'incanalamento di fondi pubblici verso interessi
economici corporativi
La vicinanza tra l'industria
biotecnologica e la Commissione non è sorprendente, data la
dominanza dell'agenda KBBE nelle politiche alimentari e agricole
dell'UE. E ovviamente le corporazioni della biotecnologia che
dominano i mercati delle sementi, dei cibi e dei mangimi GM possono
trarre profitti finanziari e di quote del mercato dai suoi successi.
Sono aiutate in questo anche dall'agenzia per le ricerche della
Commissione europea (il Centro Associato per le Ricerche) che mescola
le conoscenza di esperti istituzionali (che vengono scelti e guidati
secondo la mentalità dominante) con ricerche scientifiche
indipendenti.
La lobby per le biotecnologie dedica
anche molte energie a creare ragioni socialmente accettabili per
spiegare perché sono necessari i cibi e le colture GM e questi
messaggi vengono prontamente raccolti e pubblicizzati dalla
Commissione europea. Due esempi recenti di questo sono gli allarmismi
sulla disponibilità di mangimi per bestiame in Europa ed il
far apparire che gli OGM si prendono maggior cura dell'ambiente
("greening") attraverso la lotta ai cambiamenti climatici
con l'uso controverso dei biocarburanti.
Il rapporto conclude che le porte della
Commissione Europea sono spalancate alla lobby dell'industria delle
biotecnologie. Componenti importanti della Commissione sono infatti
più in sintonia con l'industria che con i loro stessi
colleghi alla Direzione Generale Ambiente, che vengono chiaramente
emarginati, mentre il concetto politico della KBBE viene promosso in
modo aggressivo sia dalla lobby delle biotecnologie, sia dalla
Commissione che è in gran parte a favore degli OGM.
L'opposizione pubblica ai cibi ed
alle colture OGM viene completamente ignorata e respinta, mentre
l'amministrazione dell'UE promuove l'applicazione di una nuova
tecnologia che porterà benefici solo ad una manciata di
corporazioni multinazionali molto grandi. Non esattamente un esempio
splendente di servizio pubblico e democrazia.
Autore: Adrian Bebb
Traduzione a cura di Nadia Simonini
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