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MA GLI INGLESI NON VOGLIONO GLI OGM

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Nonostante Sir David King, autorevole ed influente consigliere del governo britannico insista nel suggerire a Gordon Brown di appoggiare gli ogm, creando una fronda all'interno della compatta Ue, un'indagine della Defra ci mostra una Gran Bretagna che la pensa diversamente

11_soil_association_logo.jpgL' Organic Trade Group (OTG), l' organizzazione che raccoglie le aziende del biologico britanniche, informa con soddisfazione che una recente inchiesta promossa dalla Defra ( Ministero degli affari agricoli ed ambientali britannico) sull'ipotesi di verificare il livello di contaminazione da ogm, abbia ottenuto un parere decisamente negativo dalla larga maggioranza delle 11.700 risposte ricevute. Il dato conferma, spiega Otg, come i consumatori britannici siano estremamente preoccupati dal rischio di compromettere le coltivazioni biologiche, con l'ipotesi che venga concesso il permesso di coltivare sementi transgeniche nel territorio. I produttori e i rivenditori di prodotti biologici sono preoccupati per le potenziali implicazioni. Otg ritiene che l'utilizzo di ogm debba essere bandita nel cibo biologico e nelle tecniche agricole.

Durante le consultazioni sul "Organic Nation", del 2003, i cittadini britannici hanno risposto in modo inequivocabile. Solo il marginale 2% si era espresso con favore all'idea di mangiare cibo ogm. La proposta della Defra prevede una soglia di contaminazione accidentale e inevitabile da ogm pari allo 0,9% per i prodotti inglesi certificati bio. Otg, con la Soil Association e le altre sigle del panorama ambientalista e varie associazioni di consumatori, si oppongono strenuamente alla proposta perché non vogliono alimenti ogm. Il limite esistente dello 0,1%, dichiarano, è la soglia massima che sono disposti ad accettare.